REGIONE. Le moderne tecnologie in Chirurgia Maxillo-Facciale nella Azienda USL della Romagna: la realtà attuale e le prospettive future

 

Il coronavirus non ferma l’attività di alta specializzazione dell’ospedale Bufalini di Cesena. L’equipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo Facciale diretta dal dottor Angelo Campobassi ha recentemente effettuato con successo un delicato intervento di ricostruzione del pavimento orbitario tramite l’utilizzo del navigatore chirurgico. Si tratta di un intervento di chirurgia maxillo facciale eseguito in Ausl Romagna con una metodica tecnologicamente avanzata, frutto di una consolidata sinergia multidisciplinare tra professionisti di diverse specialità: la Neurochirurgia diretta dal dott. Luigino Tosatto, la Neuroradiologia, diretta dalla dott.ssa Maria Ruggiero, l’ingegneria clinica, diretta dal dott. Stefano Sanniti e la Chirurgia Maxillo-Facciale. Ad essere stato operato, un quarantenne di Rimini. Alessandro, questo il suo nome, era stato già sottoposto dai professionisti del reparto di Chirurgia Maxillo facciale in collaborazione con i colleghi neurochirurghi in un primo intervento di 11 ore, a seguito di un gravissimo incidente stradale che gli aveva procurato un fracasso cranio facciale con frattura di quasi tutte le ossa del viso e della base del cranio. Trascorso il periodo necessario alla guarigione e stabilizzazione della sua situazione clinica e morfologica è stato sottoposto al secondo intervento di ricostruzione che ha corretto il malposizionamento grave dell’occhio destro con alterazioni visive dovuto al crollo del pavimento orbitario. “Guardandomi allo specchio – racconta oggi Alessandro – ho rivisto una persona che non vedevo da tempo, me stesso ma in particolare ho rivisto gli occhi del mio papà…”. “La ricostruzione secondaria del pavimento orbitario – spiega il dottor Pier Renato Giacomini, chirurgo dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo facciale dell’ospedale Bufalini di Cesena – è un intervento molto delicato in quanto le manovre chirurgiche vengono effettuate in prossimità di strutture nobili quali il bulbo oculare, il nervo trigemino (responsabile della sensibilità del volto), il nervo ottico che è alla base della funzione visiva. L’intervento chirurgico ha lo scopo di ripristinare la continuità e la corretta posizione del pavimento orbitario con il recupero del volume endorbitario e della corretta morfologia scheletrica in modo da riposizionare l’occhio in perfetta simmetria con il contro laterale. Il corretto ripristino strutturale è possibile grazie alle risorse tecnologiche rappresentate da un accurato studio radiografico preoperatorio con acquisizione di immagini TC ad alta definizione e ricostruzione tridimensionale, che consente di valutare la sede del difetto e la modalità di ricostruzione, e la navigazione chirurgica che permette di operare in sicurezza nei pressi delle strutture nobili riposizionando esattamente la ricostruzione”. Alla domanda sull’importanza delle moderne tecnologie in Chirurgia Maxillo-Facciale, su come vengono attualmente utilizzate e su quali sono le possibilità di sviluppo per il futuro, il Dott. Angelo Campobassi, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale risponde: “L’impiego delle moderne tecnologie è oggigiorno alla base di ottimi risultati chirurgici che sono, per quanto possibile nell’esercizio dell’arte medica, prevedibili e ripetibili, e non può prescindere da un lavoro di squadra di tipo multidisciplinare. L’impegno e la collaborazione di tutti i professionisti, da anni coinvolti nei percorsi organizzativo gestionali ed assistenziali, che prevedono l’impiego dei moderni presidi tecnologici, hanno consentito il buon esito dell’intervento chirurgico di Alessandro, che ringrazio pubblicamente per aver portato a conoscenza il trattamento chirurgico ricevuto, in quanto la mia equipe, anche in collaborazione con centri pilota nel territorio nazionale, è cresciuta nella consapevolezza e nella esperienza delle possibilità offerte al chirurgo dalla tecnologia e dall’approccio diagnostico-terapeutico pluridisciplinare. Da parte nostra garantiremo l’impegno costante affinchè le moderne tecnologie già in uso quali la navigazione intraoperatoria e la ricostruzione mediante protesi personalizzate con tecnica CAD-CAM siano sempre più consolidate e di uso routinario, senza ovviamente trascurare l’importanza di proiettarci, come azienda al passo con i tempi, verso ulteriori tecniche innovative quali la TC intraoperatoria nel distretto testa-collo fino alla realtà aumentata, che consente di effettuare interventi chirurgici visualizzando contestualmente in modo integrato le immagini intraoperatorie e quelle radiografiche”. Ecco di seguito la testimonianza di Alessandro. “L’8 febbraio 2017 può sembrare lontano, ma i ricordi dei primi giorni di ricovero sono vividi nella mia mente. Avevo il viso tumefatto e per questo non riuscivo a vedere. Quando mi sono rispecchiato rimasi ammutolito per circa una mezz’ora. I medici e gli infermieri del reparto Maxillo facciale dell’ospedale Bufalini, mi hanno subito assistito con competenza, spiegandomi puntualmente la complessità della prima operazione ricostruttiva. Dopo il lungo intervento, (11 ore circa) guarivo velocemente e il mio viso progressivamente si sgonfiava, ma guardandomi allo specchio non ritrovavo più mio sguardo. Il Dott. Pier Renato Giacomini, che mi ha continuato a seguire nella fase post operatoria, non si é arreso anzi da subito con grande determinazione ha studiato il mio caso, proponendomi infine la soluzione più idonea. Ha lottato con me e per me, poi dopo tanta attesa é arrivato il momento della seconda operazione, che sarebbe stata eseguita con il navigatore chirurgico. Da subito dopo l’operazione, ho potuto notare la differenza, le due iridi finalmente erano in linea e anche la vista progressivamente migliorava. Abbiamo un’eccellenza fatta di persone competenti e di buona volontà, ringrazio gli infermieri e tutti i dottori, ma in particolare ringrazio il dottor Giacomini, per la competenza, per la professionalità, ma soprattutto per la passione che ha messo con forza ed anche ironia, condotta con impegno nell’organizzare e condurre un’operazione come questa. Quello che hanno fatto é un tipico sintomo di eccellenza. Non so se tornerò esattamente come prima, ma aver rivisto lo sguardo di mio padre nei miei occhi, mi ha dato la gioia di cui avevo bisogno e per questo sono grato a tutti”. “Testimonianze come questa di Alessandro ci commuovono e ci aiutano a ricordare quanto sia importante avere una sanità di alto livello con interventi di assoluta eccellenza come quelli messi in campo dall’equipe del dottor Campobassi a Cesena – commenta l’assessore regionale alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna Raffaele Donini -. In questo bell’esempio di sanità troviamo riuniti la maestrìa del professionista, l’innovazione tecnologica nelle apparecchiature biomedicali, una presa in carico del paziente che, oltre a salvargli la vita, si occupa anche della sua successiva qualità di vita. Dobbiamo continuare su questa strada per assicurare ai nostri concittadini servizi di alto livello come questo e contestualmente strutture di prossimità in grado di garantire presa in carico anche sui pazienti con problemi di cronicità e fragilità”.