REGIONE. Rems e detenuti psichiatrici. Morrone (Lega): un problema da risolvere

Mag 11, 2022

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    Roma, 12 maggio. “Due casi analoghi accaduti il 10 maggio, uno nel carcere di Salerno, l’altro nel carcere di Reggio Emilia, denunciano la stessa gravissima carenza collegata alle REMS, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza dedicate ai detenuti con problemi psichiatrici dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari stabilita un decennio fa”.
    Così in una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone.
    “Con il decreto legge 211 del 2011 fu disposto infatti il ‘definitivo’ superamento di queste strutture a far data dal 31 marzo 2015. Peccato che tra le ambiziose previsioni normative e la loro effettiva messa in pratica il percorso si sia ripetutamente inceppato, con gravi criticità che riguardano le modalità di assegnazione dei detenuti psichiatrici nelle REMS. Nel ‘caso’ di Salerno il detenuto in isolamento dopo aver aggredito un agente con un coltello rudimentale sarebbe deceduto in ospedale per infarto. Nel carcere emiliano un detenuto psichiatrico, non nuovo ad atti aggressivi, avrebbe tentato di cavare un occhio a un agente a mani nude. Eventi simili accaduti a centinaia di chilometri di distanza portano i sindacati della Polizia penitenziaria a denunciare il numero eccessivamente elevato di detenuti psichiatrici ristretti in istituti carcerari ordinari dove mancano adeguati strumenti di sostegno e dove sono gli agenti a doversene prendere carico. Forse la chiusura degli Opg è avvenuta troppo frettolosamente mentre, in modo contestuale, non sono stati risolti i problemi collegati alle REMS, esplicitati in modo chiaro in una recente sentenza della Corte Costituzionale (22 del 2022) che parla di un ‘grave malfunzionamento strutturale del sistema di applicazione dell’assegnazione’ in queste residenze, con centinaia di persone, spesso già giudicate colpevoli di reati gravi, in lista attesa che aspettano dai dieci mesi in su per accedere ad un numero di REMS insufficiente e con meno posti letto dei vecchi OPG. Di qui la constatazione, sollecitata anche dalla Corte, di prevedere, da un lato, un’urgente riforma del sistema che sopperisca alle carenze denunciate da anni dalla Polizia penitenziaria e, dall’altro lato, che la competenza su queste strutture rientri fra quelle del ministro della Giustizia. Anche se nella relazione pronunciata dal ministro Marta Cartabia nel gennaio di quest’anno in Parlamento questo problema era solo accennato, credo che la sua soluzione non sia più rinviabile”.