Regioni in campo contro la siccità, ridurre l’uso d’acqua per l’energia

Giu 16, 2022

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    Se la siccità dovesse continuare ad interessare le regioni del nord, “l’alternativa è chiedere un intervento al Governo affinché sia dato ordine ai territori con laghi e montagne di far prevalere l’utilizzo di acqua per uso umano e agricolo rispetto a quello energetico”.

    Lo dice il coordinatore della Commissione politiche Agricole delle Regioni Federico Caner sottolineando che la questione non è ancora stata dibattuta e “sarà un tema da affrontare prossimamente”. Caner, che è anche assessore del Veneto, ha anche ricordato che la sua regione ha fatto invano richiesta per lo stato di emergenza al Governo.

    FONTANA: LA LOMBARDIA CHIEDERA’ LO STATO D’EMERGENZA
    “Chiederemo sicuramente lo stato di emergenza”. E’ quanto ha detto oggi il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando del tema siccità. “C’è già stata una richiesta a livello parlamentare della Lombardia. Penso sia una richiesta che andrà fatta congiuntamente – ha aggiunto il governatore – perché è una situazione drammatica per la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia Romagna ma anche il Veneto”.

     “È una situazione estremamente delicata. Oggi c’è un incontro tra l’assessore Sertori e i regolatori del servizio idroelettrico per cercare di concordare un rilascio maggiore di acqua”, ha proseguito il governatore. “Sono preoccupato da parecchi mesi“.

    per far fronte all’emergenza siccità i produttori idroelettrici lombardi da oggi aumenteranno i rilasci dell’acqua a supporto dell’agricoltura. La decisione è stata annunciata nell’ambito del tavolo di coordinamento convocato da Regione Lombardia, rappresentata dall’assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, e a cui hanno partecipato Terna, i regolatori del lago di Iseo e del lago di Como e del lago Maggiore, i rappresentanti di Enel, A2a ed Edison.

    L’ALLARME DI COLDIRETTI: UN QUARTO DELL’ITALIA COLPITA DA DESERTIFICAZIONE
    Più di 1/4 del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione, che riguarda le regioni del Sud ma anche quelle del Nord con la gravissima siccità di quest’anno che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un processo che mette a rischio la disponibilità idrica nelle campagne e nelle città con l’arrivo di autobotti e dei razionamenti.

    E’ quanto emerge da un’ analisi della Coldiretti sulla situazione del territorio nazionale in occasione della giornata mondiale dell’Onu per la lotta a desertificazione e siccità del 17 giugno, sulla base dei dati Ispra. Un appuntamento che cade – sottolinea l’organizzazione agricola – in una situazione drammatica per il Belpaese con il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca che è sceso a -3,7 metri su livelli più bassi da almeno 70 anni ma a preoccupare è anche l’avanzare del cuneo salino per la risalita dell’acqua di mare che rende impossibile la coltivazione nelle zone del delta.

    L’APPELLO DI CONFAGRICOLTURA: URGONO INTERVENTI STRAORDINARI
    Salvare i raccolti e la produzione alimentare
    . E’ la priorità delle imprese agricole del Nord Italia alle prese con una siccità che richiede interventi straordinari e immediati, capaci di far fronte a una nuova emergenza. E’ quanto afferma Confagricoltura che sta raccogliendo segnalazioni da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, ma anche da Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento, tutte – sottolinea l’organizzazione agricola – fortemente preoccupate per la drammatica situazione che si sta verificando. Una preoccupazione – aggiunge – condivisa anche dalle compagnie assicurative che “non contemplano più il rischio siccità tra i servizi riconosciuti”.


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