“Repubblica tifa contro? Forse tutelano le toghe che passano le veline”

Giu 12, 2022

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    Guido Crosetto, che voterà cinque Sì, è convinto che il problema Giustizia – «prima o poi» – non possa che trovare una qualche soluzione.

    Ha sollevato una polemica sulla copertura televisiva della Rai sul referendum.

    «Ci sono alcune cose per cui, in questo Paese, cala una cappa. La vogliamo chiamare omertà? La vogliamo chiamare censura? Si tratta comunque di una dimostrazione di quanto sia potente l’unica vera casta che esiste in Italia: quella dei magistrati».

    Lei sostiene tutti i quesiti, compreso quello sulla limitazione della custodia cautelare.

    «La custodia cautelare nasce come misura straordinaria ma è diventato uno strumento ordinario per intimorire qualunque cittadino e per mettere in galera persone che poi si rivelano, com’era probabilmente chiaro anche a chi faceva le indagini, innocenti. Cito il caso Mannino: venticinque anni d’inferno e nove mesi in carcere, nonostante fosse malato. Questo è uno dei tanti esempi che, in qualunque altra nazione al mondo, avrebbe comportato una reazione popolare e politica. Da noi no, perché una parte minoritaria della magistratura tiene sotto scacco politica, economia, finanza e mass media».

    Voterà anche per l’abrogazione della Severino?

    «Sì, confermo i cinque Sì. I referendum possono anche essere soltanto utili a segnalare un problema. Io almeno li intendo così: come un elemento per fornire al Parlamento un segnale politico».

    Ha letto la «Repubblica» sul referendum?

    «Sì e uno dovrebbe chiedersi il perché. Da una parte si potrebbe rispondere guardando a chi magari passa le notizie o i verbali, pure quando non si potrebbe, chi fornisce la possibilità di fare articoli per sputtanare tuoi nemici politici. Dall’altra, c’è il tema per cui ogni giornale ha un proprietario, degli editori…».

    Nel caso il referendum non passasse, la partita sarebbe finita?

    «No, non è finita. Perché il problema della giustizia in Italia, con lo strapotere dei magistrati, è uno di quelli che esistono da questo Paese da molto tempo e che rileva anche in materia economica, perché produce mancanza d’investimenti. Basta leggere i libri di Renzi, Palamara o di Cirino Pomicino per capire quanto i magistrati abbiano influito su questo Paese».


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