Resta vincolo doppio mandato. Arriva la ghigliottina sui parlamentari 5s

Lug 29, 2022

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Tanti cari saluti a Roberto Fico, Paola Taverna & Co. Dopo settimane di dichiarazioni, indiscrezioni e voci di ogni tipo, Giuseppe Conte ha sciolto le riserve: ci sarà nessuna deroga alla regola del tetto dei due mandati. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, la decisione è stata comunicata dal leader pentastellato ai “veterani” del M5s. La notizia verrà ufficializzata nelle prossime ore con una nota.

Dal presidente della Camera alla pasionaria capitolina, passando per Vito Crimi, Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede: diversi elementi di spicco del M5s non potranno ricandidarsi alle elezioni in programma il prossimo 25 settembre. In altre parole, ha vinto Beppe Grillo. Il comico genovese aveva ribadito la sua contrarietà a “scappatoie” alla regola del tetto dei due mandati, minacciando l’addio al ruolo di garante. No a micro-deroghe e no al “principio di rotazione”, cioè il via libera alle candidature per un seggio all’Europarlamento o in Regione per chi ha alle spalle due mandati a Montecitorio o a Palazzo Madama.

A riaccendere il dibattito sul tema era stato lo stesso Conte, attraverso un’intervista al Corriere della Sera. Giuseppi, infatti, aveva spiegato che il tetto dei due mandati non era da intendersi come “un diktat”, promettendo di salvaguardare lo spirito della regola: “Non manderemo in soffitta chi per 10 anni ha preso insulti per difendere i nostri ideali e per contribuire in Parlamento a realizzare le nostre battaglie”.

Non resta che capire quali saranno le prossime mosse di Conte, che non potrà contare su pacchetti di voti importanti per il M5s. Politici come Fico, Taverna e Bonafede hanno sempre garantito numeri importanti al Movimento e la mancata ricandidatura potrebbe complicare ulteriormente l’esito del voto per un Movimento già balcanizzato. Non mancano le prime reazioni alla notizia, molti accendono i riflettori sulla leadership di Conte, sempre più compromessa. Così, a La7, l’ex grillino Francesco D’Uva, oggi con Di Maio: “Finchè eravamo nel M5s, eravamo tutti convinti che ci sarebbe stata la deroga, perché questa era l’intenzione di Conte. Evidentemente l’ha spuntata Grillo”. Nessun colpo di scena, invece, per Lorenzo Borrè, avvocato a capo delle battaglie giuridiche contro il M5s: “Non mi sorprende, e non tanto perché il tetto dei due mandati sia una regola identitaria, visto che già è stato introdotto il mandato zero, ma in quanto un’ulteriore modifica della clausola non solo si scontrava contro la volontà di Grillo, e non a caso parlo di volontà, ma perché il processo avrebbe comportato infilarsi in un ginepraio giuridico che la metà basta”.


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