Riccione. Riccione, Giulia e Alessia: le coincidenze maledette dietro la tragedia

Ago 3, 2022

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Dietro a ogni morte inaspettata, ci sono delle maledette coincidenze. E così è stato anche per Giulia e Alessia Pisanu, le sorelle di 17 e 15 anni travolte da un treno alla stazione di Riccione. Originarie di Castenaso, Bologna, le ragazze erano inseparabili. Per loro non era la prima serata in discoteca. “Di solito – si è sfogato il padre Vittorio – le accompagnavo io a divertirsi in Riviera“. Quel sabato però l’uomo non stava benissimo, così “ho detto: ma sì, per una volta andate da sole, in treno”.

 

 

 

 

Anche se le telecamere non hanno ripreso la tragedia, in piena estate la stazione era piena di gente. E di testimoni. Tutti raccontano che Giulia, la più grande delle due sorelle, era in piedi “come impietrita” in mezzo ai binari. “Stava in mezzo al binario, ferma, con lo sguardo in direzione del treno”, racconta lo stesso macchinista, che ha tentato invano di frenare. A raggiungere Giulia, prima che il convoglio arrivasse, la sorella più piccola. Alessia per un attimo prova a tornare verso la banchina, per mettersi in salvo ma è tardi.

 

 

 

 

Quella sera le sorelle sono arrivate in stazione con un ragazzo, anche lui aveva trascorso la serata al Peter Pan, nota discoteca della zona. Una circostanza inusuale. “Dovevo accompagnare io le mie figlie – non fa che ribadire il padre -, poi aspettarle fuori e riportarle a casa in auto, come facevo sempre”. Lo stato di salute non era dei migliori, Vittorio non se la sentiva di guidare e così Alessia e Giulia sono potute andare sole. La serata è però andata male fin dall’inizio: a Giulia rubano la borsetta e il telefono. Il ragazzo che le ha accompagnate in stazione si dice convinto che la 17enne fosse esausta. Alcuni confermano e spiegano che fuori dalla discoteca Giulia si è sdraiata a terra nel parcheggio del locale. “Ho lavorato tutto il giorno“, commenta al 24enne che le offre un passaggio. Poi in auto la telefonata al padre: “Stiamo bene, stiamo per rientrare a casa”. Ma così non è stato.