“Ricorsi? No. Vi spiego perché il M5s è sparito”

Giu 14, 2022

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    “Basta col mantra che la colpa è sempre degli altri. Sono sempre andati per la loro strada”. L’avvocato Lorenzo Borrè, promotore dei ricorsi che stanno minando la leadership di Giuseppe Conte, respinge ogni responsabilità sulla sconfitta del M5S alle amministrative. Una strategia già nota da tempo ai lettori de ilGiornale.it, ma che non sembra abbia fondamenti reali.

    Avvocato Borrè, se lei è “innocente”, allora quali sono le cause della sconfitta alle amministrative?

    “Sarebbe sufficiente leggere l’articolo 25 lettera C dello statuto redatto da Conte per vedere che è stato disposto lo smantellamento dei gruppi territoriali esistenti fino alla data d’approvazione dello statuto stesso. Imputare a noi i ritardi nell’organizzazione del territorio mi sembra poco conforme alla realtà”.

    Conte, dal punto di vista giuridico, può dire di aver perso colpa dei suoi ricorsi?

    “Assolutamente no. Nulla impediva di inserire la disarticolazione dei gruppi territoriali a un momento successivo. Loro hanno voluto, invece, inserire questa norma a ridosso di un appuntamento elettorale”.

    E dal punto di vista politico?

    “Dal punto di vista politico, il problema è che non hanno più un seguito sui territori. Dire che deve essere organizzato un qualcosa che non esiste più o che è praticamente ridotto a uno stato larvale, francamente significa non voler prendere atto di un collasso che non dipende dai ricorsi, ma dalla delusione degli attivisti”.

    Eppure Gubitosa, stamane, insisteva nel dire che i vertici del M5S non avevano potuto fare determinate nomine a causa dei ricorsi?

    “Gubitosa, intervistato dalla Verità, l’altro giorno diceva che le scartoffie non hanno inciso sull’attività del Movimento. Questo cambio di giudizio lo lascio valutare ai lettori”.

    La decisione del tribunale di Napoli, quali effetti potrà avere?

    “Se accoglie la sospensiva devono effettuare nuovamente delle votazioni, ma passando dall’assemblea. Dovrebbero, quindi, modificare di nuovo lo statuto oppure dovranno dare seguito a quanto deliberato a febbraio 2021 e, perciò, nominare il comitato direttivo. All’epoca, infatti, tali nomine non vennero fatte si passò subito all’incoronazione di Conte leader. Se viene rigettato il nostro ricorso, resta tutto così com’è adesso”.

    In base allo statuto, dunque, è possibile indire delle elezioni in cui c’è un unico candidato?

    “Sì, è proprio ciò che noi contestiamo. Riteniamo che prevedere un solo candidato cooptato da un altro soggetto sia una norma illegittima e antidemocratica”.

    Ma perché non si è mai presentato nessuno come sfidante di Conte?

    “Non lo hanno consentito. Non sono mai state indette le raccolte firma per le candidature e, perciò, lo statuto prevedeva la candidatura di un solo soggetto. Non è un’assemblea di condominio per cui qualcuno si candida sul momento. In questo caso si deve sottoporre la propria candidatura ad altri e non pare che questo sia stato fatto”.

    Ci sono i presupposti per fare altri ricorsi?

    “Allo stato attuale non ci sono i presupposti per fare una simile valutazione. Aspettiamo rispettosamente l’esito del cautelare”.


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