RIMINI. A 10 anni dalla morte di Amedeo Montemaggi, il ricordo dell’Assessore Giampiero Piscaglia con le parole di Sergio Zavoli

Lug 8, 2021

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    “Storico di rango e scrupoloso ‘cronista’ della ricostruzione post-bellica riminese”.

    “Voglio usare le parole di Sergio Zavoli, scritte all’indomani della sua morte – il 10 luglio 2011 – per ricordare uno degli storici che meglio hanno saputo approfondire e raccontare la Linea Gotica; un tema a cui Amedeo nella sua lunga carriere ha dedicato ben 15 libri e una miriade di articoli sulle riviste.

    Sono tanti i riminesi che ancora ricordano le sue chiacchierate. Vere e proprie lezioni all’aperto sulle nostre colline di Montececo, dove indicando luoghi, nome e avvenimenti, faceva capire che straordinario e tragico corso aveva preso la storia, scolpendo fatti indelebili sulla nostra terra.

    A 10 anni dalla morte di Amedeo Montemaggi, stimato giornalista e grande ricercatore fra i più esperti del terribile passaggio della Seconda guerra mondiale a Rimini, è importante ricordare il segno indelebile che ha lasciato nella nostra città.  Una narrazione, profonda, scrupolosa e precisa dei fatti che hanno sconvolto anche il nostro territorio; un’intensa attività di studio in campo storico, sulla Linea Gotica, avviata nei primi anni sessanta, quando quasi tutti i giornali e l’attenzione pubblica era rivolta alle cronache della vita balneare. Oltre a curare nel 79 la mostra sulla Linea Gotica, collaborò anche con il direttore Mario Zuffa alla ricerca e acquisizione della documentazione fotografica dell’Imperial War Museum di Londra. Materiale tuttora presente nella Biblioteca Gambalunga e a disposizione di tutti nella parte della documentazione sulla guerra a Rimini.

    Sono convinto che a lui saranno grate tantissime generazioni future che, com’è stato per noi, potranno farsi contaminare dalla sua passione, leggendo i preziosi contributi riportati nei suoi libri in cui ha ricostruito minuziosamente le drammatiche vicende di militari inglesi, tedeschi, canadesi, nepalesi, neozelandesi che avevano combattuto nelle nostre terre e che lui aveva personalmente conosciuto e intervistato.

    Come riminesi dobbiamo davvero tanto al Professor Montemaggi per il grande arricchimento culturale e storico che ci ha lasciato e per la straordinaria lezione di onestà intellettuale dimostrata sui libri, per la quale è riuscito sempre a riconoscere – a vinti e vincitori – una pari dignità di memoria. Se oggi Rimini ha un patrimonio identitario sui fatti della Seconda guerra mondiale lo si deve soprattutto al suo infaticabile ed appassionato lavoro. A lui l’Amministrazione comunale, nel settembre del 2013,  dedicò una targa affissa a Borgo San Giuliano nel suo luogo natale.”

     

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