Rimini: anziana sola manifesta intenti suicidi, i Carabinieri le danno supporto e l’assistono in ospedale  

I Carabinieri della Stazione di Rimini Porto sono stati protagonisti di un dramma della solitudine, il tutto si è svolgo nell’arco del pomeriggio e della sera del 01 marzo quando, verso le ore 16.00 giunge presso l’utenza di emergenza 112 una telefonata da parte di un commerciante della zona di San Giuliano, nella quale riferisce un episodio preoccupante: un’analizza infatti, poco prima, aveva richiesto del veleno per topi, ma in modo specifico un veleno “liquido”; al rifiuto dell’esercente, insospettito dalla particolare richiesta, la donna aveva iniziato a rattristirsi, versando alcune lacrime prima di andare via a piedi per prendere un autobus di linea.

I militari della pattuglia, appresa la notizia, si sono subito recati nella zona, raggiungendo l’autobus segnalato e facendolo fermare. A bordo veniva subito individuata l’anziana, ancora visibilmente scossa, che alla vista dei militari ricominciava a piangere, sfogandosi con essi, unico sicuro punto di riferimento e appoggio in quel momento: da tempo la signora, 71enne, vive da sola e con rapporti molto molto tesi con i figli, tanto da quasi non aver contatti con essi.

Nonostante la presenza dei militari, e le parole di conforto, la donna non accennava a desistere dal proprio intento di farla finita, affermando che se fosse stata lasciata libera di tornare a casa da sola avrebbe sicuramente trovato un altro modo per suicidarsi.

I Carabinieri quindi avvertivano subito il personale del 118 al fine di accompagnarla in ospedale per gli accertamenti del caso, ma senza abbandonare la donna, anzi continuando a starle vicino anche durante la permanenza della stessa presso il nosocomio. Infatti anche quando la donna era affidata alle cure mediche i militari hanno continuato a far sentire la loro presenza alla Signora, rassicurandola e chiamando più e più volte i 3 figli, perché si prendessero cura della loro madre. Dopo vari dinieghi, i Carabinieri, non desistendo, convincevano un figlio a recarsi presso l’ospedale, attendendo fino al suo arrivo e assicurandosi che lo stesso avrebbe riportato in ospedale la madre il giorno successivo, per alcuni approfondimenti medici necessari.

Una storia della solitudine fortunatamente finita bene, permeata dalla presenza costante dei militari, sempre vicini alle persone più deboli e bisognose, come nella migliore tradizione della “Benemerita”.