Rimini. Aumenta il consumo di ansiolitici e stimolanti per il cuore a causa dell’emergenza covid

Ansiolitici da una parte, stimolanti per il cuore dall’altra. Anche in Emilia-Romagna sono questi i principali farmaci di cui è aumentato l’utilizzo nelle strutture sanitarie durante la pandemia. Crescita che si conferma anche nei primi mesi del 2021, mentre crollano gli acquisti dei farmaci oncologici. E’ quanto emerge dall’aggiornamento dei dati di monitoraggio realizzato da Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. A livello nazionale, fin dai primi mesi del 2020 gli ansiolitici hanno fatto rilevare una crescita del 12%, in particolare nelle regioni del centro come Marche (+68%) e Umbria (+73%). In Emilia-Romagna, nei primi due mesi di quest’anno il consumo di ansiolitici è raddoppiato tra gennaio e febbraio, con un livello superiore a quello registrato sia nello stesso periodo del 2019 sia nel 2020 da maggio in poi (durante il lockdown dell’anno scorso, invece, i dati di utilizzo erano superiori a quelli attuali). Il vero boom però riguarda i farmaci cosiddetti stimolanti cardiaci iniettivi, che vengono utilizzati nelle terapie intensive e sub-intensive e che hanno fatto registrare un aumento del 127% a livello nazionale. In particolare, nei primi due mesi del 2021 l’incremento maggiore rispetto al 2020 riguarda Molise, Basilicata, Piemonte ed Emilia-Romagna, dove il dato del consumo raggiunto a febbraio di quest’anno è superiore di circa il 40% rispetto a quello dello stesso mese del 2020 e più del doppio del dato dell’anno scorso da maggio in poi.

In forte crescita in Emilia-Romagna nei primi due mesi del 2021 anche gli anestetici, il cui consumo è di poco inferiore a quello registrato a novembre. Di gran lunga più limitato nel primo bimestre di quest’anno rispetto all’autunno scorso l’utilizzo delle eparine, cioè i farmaci di prima linea per la terapia anti-Covid, che pure nel 2020 in Italia aveva fatto registrare un aumento di oltre il 19% rispetto al 2019, nonostante l’Aifa non ne abbia mai approvato l’uso per la cura del virus. Appare invece in crescita a febbraio, con livelli maggiori dell’autunno scorso, l’utilizzo in Emilia-Romagna della azitromicina, farmaco che secondo Aifa “in base alle evidenze disponibili non dovrebbe essere utilizzato per il trattamento di pazienti Covid, se non in caso di co-infezioni batteriche”. Infine, per quanto riguarda i farmaci oncologici e immunosoppressori, mentre nel 2020 gli acquisti ospedalieri risultavano stabili rispetto all’anno precedente in tutte le regioni, nei primi due mesi del 2021 in Emilia-Romagna si sono piu’ che dimezzati rispetto sia all’autunno sia allo stesso periodo del 2020, probabilmente anche per effetto della pressione sugli ospedali dei pazienti covid.0