Rimini. Avevano 30 e 46 anni i mostri riminesi al centro di casi di pedofilia e pedopornografia

Mag 6, 2022

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    “La pedofilia è una minaccia costante all’integrità di bambini e ragazzi che oggi travalica il mondo reale e si diffonde anche online. Nella Giornata Nazionale per la lotta alla pedofilia, La Polizia Postale e delle Comunicazioni ribadisce il suo impegno nella protezione delle piccole vittime di un crimine aberrante e vergognoso”. Afferma il Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Emilia Romagna Geo Ceccaroli. Avevano 30 e 46 anni gli “insospettabili” riminesi al centro di due dei quasi 200 casi di pedofilia e pedopornografia trattati dal Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni Emilia-Romagna.

    “Quanto accaduto negli ultimi due anni per l’emergenza pandemica, ha accelerato i processi di avvicinamento tra bambini e internet, ha intensificato il rapporto di reciproca attrazione che già esisteva tra adolescenza e servizi di rete sociale online ed ha influenzato le abitudini quotidiane di ognuno di noi, imponendo una relazione sempre più stretta con il mondo virtuale, mostrando però altrettanto velocemente il suo lato oscuro.” prosegue il Dirigente Ceccaroli. Si riconferma infatti un trend preoccupante per cui la pedofilia diventa un pericolo imminente anche per i bambini più piccoli: sono circa un centinaio i bambini coinvolti in casi di pedopornografia e adescamento; tale dato dimostra come i socialnetwork, i videogiochi e la messaggistica possano costituire una grande opportunità di crescita ma anche un pericolo a cui prestare la massima attenzione.

    Chi in modo criminale sfrutta la rete per nascondersi, per nutrire le sue fantasie deviate sa quanto sia stretto il rapporto tra le piccole

    vittime e i devices tecnologici: nel 2021 sono stati circa 200 i casi trattati dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Emilia Romagna, casi nei quali famiglie e vittime sono state costrette a fare i conti con la capacità manipolatoria di adulti consapevoli, con la circolazione illegale di immagini di violenza, con la condivisione in circuiti apparentemente anonimi e sulle darknet. A riprova dell’aggravamento della minaccia contro infanzia e adolescenza in rete, cresce il numero di soggetti indagati per reati di pedopornografia e adescamento denunciati all’Autorità Giudiziaria, circa 110 di cui 8 arrestati nel 2021.

    La situazione sembra ulteriormente preoccupare poiché cresce il numero degli arrestati rispetto al 2021 che, nel primo trimestre del 2022, sono già 5.

    In particolare, sono state eseguite due misure cautelari in carcere a carico di un padre che abusava sessualmente della propria figlia minore e di un altro soggetto, conosciuto in rete e che, in concorso con lui, partecipava agli abusi sulla bambina.

    Prosegue il Dirigente testimoniando un trend: “E’ purtroppo triste la constatazione che, nell’ultimo anno, sempre più spesso l’analisi delle immagini pedopornografiche e le attività investigative svolte su tutto il territorio nazionale, con il coordinamento del CNCPO, consentano di salvare piccole vittime, oggetto di abusi sessuali reali perpetrati da soggetti che appartengono alla loro cerchia di fiducia. Si tratta di un dato che ribadisce l’impegno operativo che la Polizia Postale e delle Comunicazioni esprime quotidianamente e dichiara tuttavia anche la concreta pericolosità crescente dei soggetti che usano la rete per scopi di adescamento e pedopornografia.

    La complessità di questa minaccia impone continui sforzi di adeguamento e una sinergia costante, sia con i collaterali organismi esteri di polizia che con il mondo dell’associazionismo attivo per la tutela dei minori, in un’ottica di sistema in cui la prevenzione integra l’opera repressiva che con grande assiduità e impegno gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni portano avanti ogni giorno”.

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