Rimini. Avvelenato con un bicchiere di metadone e finito in coma: disposta imputazione coatta

Mag 7, 2022

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    Nel maggio di due anni fa un cuoco 28enne e il suo ex collega, un 40enne, si erano trovati a un certo punto soli in cucina e il padrone di casa aveva offerto all’altro un bicchierino di sambuca. Una volta rientrato nell’altro appartamento, il più giovane aveva però iniziato a stare male, non rispondeva agli stimoli, si era assopito. I medici avevano quindi trovato subito la causa: metadone. Il cuoco 28enne era finito in coma e le sue condizioni erano disperate. Ma dopo dieci giorni era riuscito a migliorare, confermando le accuse: “Il mio vicino quando sono andato da lui mi ha offerto un bicchiere di sambuca da una bottiglia, mentre lui per sé ne ha aperta una nuova e ha bevuto solo da quella. Mi odiava per ragioni professionali e personali e mi aveva già minacciato” Dopo la iniziale richiesta di archiviazione della procura, il gip ha disposto l’imputazione coatta ed entro dieci giorni sarà formulata dal pm la richiesta di rinvio a giudizio, Decisive sono risultate le nuove prove indicate dagli avvocati del 28enne.

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