RIMINI. “Bandi Pubblici in salsa rossa Riminese”…di Davide Frisoni (CON RIMINI)

Mag 26, 2021

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    Sono mesi che se ne parla. Sono settimane che i lavoratori di Adrigas spa manifestano sulle nostre piazze cittadine. Ho cercato di capire il problema e credo di esserne venuto a capo.

    Rimane irrisolta la motivazione di tanto ostruzionismo da parte dell’Assessore Brasini, sulla possibilità di inserire la clausola di salvaguardia dei lavoratori all’interno del bando di gara per il servizio di distribuzione del gas. E’ una questione tecnica ma non di poco conto.

    I dipendenti non chiedono di fare una regola contro legge, ma solamente di applicare per intero la legge come avviene in altre città e regioni.

    Si tratta dell’art. 9 del Bando riminese di cui riporto il testo integrale:

    “Trasferimento del personale ai sensi del decreto del Ministero dello Sviluppo

    Economico e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 21 aprile 2011

    9.1 – Il Gestore si impegna ad assumere, in conformità con il decreto del Ministero dello

    Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 21

    aprile 2011, il personale dipendente utilizzato dal/dai gestore/i uscente/i per lo

    svolgimento del servizio, come indicato nell’allegato al Bando di Gara.”

    Sembrerebbe a prima vista tutto corretto ma non è così.

    Per capire meglio riportiamo di seguito il testo del bando fatto a Trieste dove c’è stata più onestà intellettuale e sono stati inseriti tutti i regolamenti a difesa dei lavoratori (evidenziati in neretto).

    Al punto 10 cita testualmente:

    “ Obbligo di assunzione del personale: l’Allegato C riporta per ogni singolo Gestore l’elenco del personale del gestore uscente, che il gestore subentrante ha l’obbligo di assumere, salvo espressa rinuncia degli interessati, in conformità con il decreto 21 aprile 2011 del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’articolo 28, comma 6, decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, sulla tutela dell’occupazione del personale. L’obbligo di assunzione del personale comporta la salvaguardia delle condizioni economiche individuali in godimento, dei trattamenti fissi e continuativi e degli istituti legati all’anzianità di servizio. Si applica l’art. 2112 c.c. in quanto compatibile con il DM 21/04/2011 del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

    Senza un motivo evidente (ma ne conosciamo il carattere suscettibile) l’assessore si arrocca dietro ad articoli di legge, motivazioni parziali fino a pubblicare sul sito del comune di Rimini una dichiarazione non vera che cito di seguito:

    Non è un caso che – sulla base delle informazioni in possesso dell’amministrazione comunale – nessuno dei circa 15 bandi di gara per il servizio di distribuzione del gas finora pubblicati dalle varie stazioni appaltanti italiane abbia previsto tutele aggiuntive ulteriori rispetto a quelle stabilite dalle norme di legge appena indicate. “ aggiungendo che sarebbe certamente illegittima, secondo la normativa nazionale vigente, l’introduzione, nelle regole di gara, di clausole che imponessero la continuità del rapporto di lavoro ex art.2112 c.c. e/o l’obbligo, per il gestore entrante, di impiegare nel territorio dell’Atem Rimini (e non altrove) i lavoratori da esso assunti dai gestori uscenti di tale ambito…” 

    Malissimo! Per aiutare l’Assessore nel suo lavoro, visto che sembra non esserne in grado, gli chiediamo di prendere esempio da Trieste, una città governata da un altro colore politico, che probabilmente non ha problemi a stare dalla parte dei propri cittadini, dei lavoratori e non si nasconde dietro un dito o dietro una certa suscettibilità che gli impedisce di ammettere che si poteva fare meglio.

    Visto che quello riportato sopra è il testo integrale di un bando pubblico da considerarsi del tutto “legale” e simile a quello riminese, ne deduciamo che le precisazioni fatte dall’Assessore Brasini sul sito del Comune di Rimini non siano tecnicamente valide. Nel Bando si può serenamente inserire la clausola che i lavoratori richiedono.

    C’è inoltre la questione della esternalizzazione dei servizi senza nessun limite (Art.14). Pur essendo culturalmente liberale, noto in questo passaggio una specie di garanzia lavorativa per cooperative che da sempre mangiano attorno al tavolo degli appalti pubblici. Diciamo che è un sistema consolidato ma che conosciamo.

    Non vogliamo pensare male cari Assessore e Sindaco. Vogliamo sapere però da che parte sta questa giunta. La legalità è garantita dalla legge e dai regolamenti. Quindi cosa c’è che non dite pubblicamente? C’è qualcosa da nascondere? Perché questo ostruzionismo?

    La questione non è di poco conto perché si tratta di 120 lavoratori riminesi! Che vivono con le loro famiglie la nostra città. Quale interesse più alto può avere una buona amministrazione se non il bene dei propri cittadini ed essere garanti per loro conto quando si fanno certe importanti operazioni?

    L’ennesimo bando sbagliato (come avvenuto spesso in questi anni) sarebbe un danno enorme.

    La questione è molto seria e questa giunta sta giocando con la vita e il futuro dei riminesi.

    E’ questa mia una preoccupazione seria.

    Le scelte fatte in questi ultimi mesi per Rimini segnano il passo di un governo allo sbando. Dove l’unica preoccupazione è di difendere un pseudo onore agli occhi di sistemi rodati di potere, in virtù di poltrone che nei prossimi mesi si libereranno.

    Questa è l’amara verità.

    C’è un modo diverso e più attento di fare le cose. Ma questa giunta è sorda e cieca.

    Il cambiamento è vicino. Dobbiamo insieme cogliere l’occasione per sostituire le logiche di partito con l’attenzione alle persone.

    Vecchi sistemi ormai logori e male interpretati da queste politiche burocratizzate, non rispondono più al bene della città ma si aggrappano solo a comode poltrone.

    Noi di CON RIMINI abbiamo messo la “persona” al centro di un progetto politico nuovo. Una politica che sia veramente rappresentativa della Polis, dei cittadini.

    Avere cura delle persone significa anche non sbagliare i bandi che inchiodano la città senza risolvere problemi urgenti.

    Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di errori che ci hanno impedito ad esempio di digitalizzare gli uffici edilizia per colpa di un bando sbagliato. Ma le stesse procedure di Acquarena e della nuova piscina, dello stabile dell’ex questura, delle colonie, sono tutte indice di confusione totale. Una nebbia mentale che non riesce a trovare soluzioni anche su tutto il comparto sportivo, Rimini Calcio compresa (tra l’altro anche queste sotto l’egida di Brasini…).

    Cambiare è possibile. A ottobre io sto CON RIMINI.

     

    Davide Frisoni