RIMINI. Ceccarelli (Candidato sindaco centrodestra e liste civiche): “Rimini in crisi demografica, serve un radicale cambiamento nella politica per le famiglie. Una città senza figli è destinata al declino”

Set 27, 2021

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    I dati sono impietosi: in quello che la propaganda tenta di vendere come il magnifico decennio gnassiano, Rimini ha avuto un saldo demografico negativo. In media dal 2011 abbiamo avuto più di 1500 decessi l’anno e, nello stesso periodo, abbiamo registrato poco più di 1100 nascite ogni 12 mesi. Questi dati ci mettono di fronte ad un fenomeno impietoso: un calo medio di quasi 400 riminesi, ogni anno, in questo decennio.

    Nel 2020, ultimo dato disponibile, abbiamo registrato (complice anche la pandemia)  1951 decessi e 1022 nati. E’ il dato peggiore dal 1962.

    Dal 2010 il numero dei decessi è sempre stato superiore a quello dei nuovi nati.

    La città che è sempre cresciuta dal 1936 ad oggi, negli ultimi tre anni ha smesso di correre e presenta numeri stabili.

    Tutto questo non è un caso, molti indici demografici, paragonati a quelli italiani, fotografano una realtà di Rimini non dinamica. Abbiamo un peggiore indice di vecchiaia, un peggior indice di dipendenza senile, un tasso di mortalità più alto, un tasso di crescita naturale più basso rispetto alla media nazionale.

    Se si analizzano poi i dati relativi alle famiglie si nota una predominanza dei nuclei formati da un solo componente (da 22mila nel 2011 a più di 25mila nel 2020).

    Non da ultimo arriva il grido di allarme dalla Provincia che oggi segnala come, durante la pandemia, le persone che più hanno perso il lavoro sono le neo mamme e i neo papà.

    Serve un cambio radicale.

    Una città senza figli è destinata al declino.

    Per questo, assieme alle forze che compongono la nostra coalizione, abbiamo considerato che è necessario alla nostra città un forte sostegno alla natalità e alla famiglia.

    Una delle nostre priorità sarà introdurre reddito di natalità per le famiglie. Così come è necessario interrompere alcuni aspetti delle attuali politiche del welfare che più che premiare le famiglie bisognose, aiutano dei “furbetti”, diventati dei veri esperti del sussidio pubblico.

    Tutte le famiglie riminesi vanno aiutate e sostenute, per garantire l’educazione, la formazione e l’attività sportiva dei giovani, la cura e l’assistenza degli anziani, il supporto a chi ha reali necessità, a partire dai disabili. E stiamo pensando anche di ricalibrare il meccanismo degli aiuti, basato ora su parametri (in particolare l’Isee) che non rispecchiano fedelmente le reali necessità.

    Bisogna conoscere le esigenze dei nostri cittadini, superando freddi calcoli che premiano soprattutto chi ha tempo da dedicare alla burocrazia per lucrare su contributi pubblici.

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