RIMINI. CGIL/CISL Romagna/UIL: Tavolo della Legalità Provinciale a Rimini

 

CGIL/CISL Romagna/UIL: Tavolo della Legalità Provinciale a Rimini

 

Un boss mafioso senza coppola e con un diploma da geometra, capo di un mandamento palermitano, è stato arrestato nei giorni scorsi. Tracce del boss sono state ricostruite anche nel riminese dove tra il 2016 e 2017 è stato collaboratore di un’impresa edile. E’ solo l’ultimo dei casi che ci rappresentano non un territorio a rischio, come qualcuno si illude ancora che sia, ma dove le infiltrazioni della criminalità organizzata hanno già radici evidenti. Da qui l’urgenza di costituire quel Tavolo della Legalità che viene indicato anche nel Patto per il Lavoro e per il Clima affinché tutte le Province e le Città Metropolitane siano dotate di un luogo partecipativo a contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità. Nello stesso Patto, firmato anche dalle Istituzioni territoriali, la Legalità viene intesa come valore identitario della nostra società e garanzia di qualità sociale ed ambientale nonché precondizione per il raggiungimento degli obiettivi del Patto stesso. Sebbene non dovrebbe essercene bisogno vogliamo anche citare il Protocollo in materia di Legalità, Appalti e Concessioni firmato da ANCI, UPI dell’Emilia Romagna e CGIL CISL UIL che pone come prioritario per le Istituzioni e le Organizzazioni Sindacali il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale del territorio e la promozione della qualità del lavoro. In cima alle cose da farsi ANCI, UPI e Sindacati pongono la costituzione in tutte le Province e Città Metropolitane dei “Tavoli della Legalità” con l’indicazione di alcune specifiche funzioni. Abbiamo già chiesto ufficialmente al Presidente della Provincia, in occasione dell’incontro per il Patto provinciale per il lavoro ed il clima del giorno 15 marzo, di attivarsi per il ruolo che gli compete; eventuali ritardi, oltreché incomprensibili, sarebbero deleteri per il territorio che la crisi pandemica e prima ancora quella economica rendono più facilmente permeabile alle infiltrazioni mafiose.


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