Rimini. Crac “Voce”, Gianni Celli a processo per bancarotta

Processato a partire dal 3 novembre prossimo l’imprenditore Gianni Celli, fondatore ed ex editore del quotidiano romagnolo “La Voce” per le accuse di bancarotta fraudolenta e distrattiva “infragruppo”, episodi di falsi in bilancio e malversazione ai danni dello Stato. Con lui vanno a processo, a vario titolo, altre tre persone: l’ex direttore del giornale Raimondo Baldoni, Camillo Celli e Gabriele Domeniconi. Secondo l’accusa Celli, all’epoca in cui ricopriva il ruolo di amministratore della società editrice del giornale, avrebbe distratto e dirottato alle altre aziende impegnate nel settore edilizio-immobiliare somme di denaro per oltre tre milioni di euro, per lo più frutto di finanziamenti pubblici per l’editoria legittimamente incassati dal quotidiano nel periodo 2010/2013. Baldoni e Domeniconi, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero partecipato alla distrazione del patrimonio immobiliare della società fallita, mentre Camillo Celli, da amministratore unico della società Caffè italiano srl (fallita nel 2014) ne avrebbe causato il dissesto in concorso col padre, per poi dissimularlo attraverso false comunicazioni sociali. Parti civili L’Associazione stampa dell’Emilia Romagna (Aser) e la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).