Rimini. E’ scattata la zona rossa: ecco i divieti e che cosa si può fare

Fino al 27 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti: per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma); il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.  Dal 24 febbraio al 27 marzo 2021, nelle zone rosse, non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. Rimane valido sempre il divieto di spostamento tra regioni anche di diverso colore, tranne – di nuovo – per comprovate esigenze. Come in tutte le regioni, è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, tranne che per le seconde case fuori dalla Regione o Provincia autonoma e sono sempre valide le limitazioni agli spostamenti dalle ore 22 alle 5. In caso di controlli, deve sempre essere mostrata o compilata al momento l’autocertificazione.

Quali negozi sono chiusi e quali aperti

Vengono chiusi tutti i negozi al dettaglio, tranne i rivenditori di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le edicole. Sono aperti anche lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, negozi di abbigliamento per bambini e di giocattoli, profumerie, pompe funebri, distributori automatici. Per quanto riguarda i centri commerciali, le uniche attività aperte al loro interno sono i gli alimentari, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai, mentre tutti gli altri negozi verranno chiusi. I mercati possono vendere solo generi alimentari. Prevista anche la sospensione, esclusivamente in zona rossa, dei servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere.

La vendita con asporto

– dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
– dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25).
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.

Lo sport

Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP. Allo stesso modo, sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso. Vietato lo svolgimento degli sport di contatto. Sono inoltre vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale.

Sale il tasso di positività, altre regioni verso il rosso

Lockdown locali sempre più diffusi che porteranno buona parte dell’Italia in rosso e un monitoraggio costante dell’andamento della curva del virus, per essere pronti ad intervenire con “il massimo rigore” nel caso le varianti dovessero far salire in maniera esponenziale i contagi. Il governo si prepara ad affrontare un’altra settimana difficile nella lotta al Covid, consapevole che potrebbe esser chiamato ad adottare ulteriori provvedimenti nonostante il primo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi sia in vigore da sole 24 ore.

I numeri confermano la preoccupazione espressa degli scienziati, che più volte nei giorni scorsi hanno ribadito la necessità di rafforzare e innalzare le misure a livello nazionale e locale e di ridurre drasticamente la mobilità e le interazioni tra i cittadini: anche oggi quasi 21mila nuovi positivi, il tasso di positività che sale di ben un punto e si assesta al 7,6% e altri 207 morti, con il numero delle vittime che nelle prossime ore supererà la cifra, inimmaginabile un anno fa, di 100mila dall’inizio dell’emergenza. Non solo.

Nei reparti ordinari degli ospedali ci sono stati altri 443 ingressi in 24 ore, con il totale dei ricoverati che è tornato sopra i 21mila. E le terapie intensive crescono costantemente da 18 giorni: oggi ci sono 2.605 pazienti, oltre 500 in più in due settimane. Nove regioni, inoltre, hanno superato la soglia critica del 30% di occupazione dei posti in rianimazione. Tutti chiari sintomi che la curva continua a crescere inesorabilmente. “Questo sarà un mese complicato” ammette il ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo come le varianti abbiano “prodotto una nuova fase di accelerazione dell’epidemia”, con il virus che “oggi è più capace di correre” rispetto ai mesi scorsi. Bisognerà dunque intervenire, anche se dal governo continuano a ripetere che al momento non si sta ragionando di un lockdown generale, se non altro perché la situazione è molto diversa da regione a regione. Basta vedere i dati quotidiani: su quasi 21mila positivi, più della metà sono in tre regioni, Lombardia ( quasi 4.400 casi), Emilia Romagna (3.056) e Campania (2.560) mentre in altre 8 non si raggiungono i 500 casi. “Oggi abbiamo un’enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze” dice Speranza confermando dunque che si andrà avanti con il sistema delle fasce.