Rimini. Erbetta: “Ma perché non riusciamo mai a fare la cosa giusta per tempo?”

#lerbettapensiero ma perché non riusciamo mai a fare la cosa giusta per tempo? Da Maggio abbiamo avuto tutto il tempo necessario per organizzarci alla riapertura delle scuole. Noi di Rinascita Civica dal mese di Luglio denunciavamo un ritardo pauroso sulla programmazione dei trasporti. Mentre si inaugurava per l’ennesima volta il Metromare ci si era dimenticati che i problemi del trasporto studentesco a Settembre sarebbero scoppiati con il riacutizzarsi del Covid. Infondo tutti parlavano di una seconda ondata a Ottobre. Ma il nostro Comune, con l’Assessore Frisoni e il Presidente della Provincia Santi, sperando che il virus non si accanisse su di noi, ci rassicuravano che tutto andava bene e che non ci sarebbero stati problemi. Pochi giorni e Santi invitava prima ad andare in bicicletta (hanno fatto le ciclabili apposta ) e poi la forza pubblica a controllare la capienza degli autobus. Insomma come li ho definiti un lavoro da dilettanti allo sbaraglio. Oggi, dato che sembra che ridurranno la capienza degli autobus, si viene a sapere (ma era già evidente) che Start, come noi denunciavamo già da Gennaio 2020, non ha mezzi e uomini a sufficienza per nuovi servizi e controlli. E allora come facciamo se vogliamo mantenere le scuole aperte? Bene, invece di investire più soldi affittando gli autobus privati che sono fermi per mancanza di lavoro, dando anche una mano a quelle famiglie che ora si trovano in difficoltà come suggerito da CNA, si chiede alla scuola di riorganizzarsi totalmente con gli orari, un lavoro immane e impossibile da organizzare in tempo brevi. Insomma la classica cosa all’italiana: io non posso fallo tu, in un rimpiattino dove i nostri ragazzi sono i soli a pagare. Se vogliamo la scuola aperta dobbiamo mettere mano al portafoglio cara Giunta, se no alzate la bandiera bianca e dichiarate pubblicamente il Vs fallimento organizzativo ormai plateale. I Riminesi non lo scorderanno alle prossime elezioni. #rinascitacivicapercambiare.

Mario Erbetta