Rimini. Forte no di insegnanti e mamme alla dad: “Dobbiamo Abolirla Domani”

Centinaia di persone ieri hanno sfidato il freddo e si sono date appuntamento alle 15 in piazza Cavour. Una protesta ordinata, organizzata nel solco del rispetto delle regole che però ha gridato un forte e coraggioso no alla didattica a distanza che “non è scuola ma disagio”. A prendere la parola anche un’insegnante delle elementari di Morciano che per l’ennesima volta, instancabile, ha ribadito quel che tutti quanti ormai sanno: ovvero i danni che la didattica a distanza  ha fatto e farà  ai nostri figli, il futuro di questo Paese. E così ha preso la parola Matilde, studentessa di terza media terrorizzata dalle difficoltà che potrebbe incontrare al liceo in mancanza di una vera preparazione. Oggi più che mai anche i giovani sono consapevoli di come la linea di discrimine non passi tra ricchi e poveri, ma tra persone istruite e persone senza istruzione. E che parlare di eguaglianza (e di obiettivi dell’agenda 2030) ha senso solo se l’istruzione è accessibile a tutti. Nessuno nega l’emergenza ma c’è una emergenza nelle emergenze che pare invisibile ai più. Intanto oggi nelle scuole si lavora per decidere quali bambini potranno essere accolti in presenza e saranno – stando ai contenuti delle mail recapitate ai genitori – solo i figli dei cosiddetti key worker.