RIMINI. Fratelli d’Italia contro il degrado, l’incuria e la brutalizzazione della nostra fascia turistica. E’ ora di ripristinare legalità, decoro e sicurezza nella nostra città.

Set 16, 2021

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    Sollecitati da un gruppo di residenti, i candidati per il Consiglio Comunale Francesca Gorini e
    Filippo Zilli, si sono recati nel cosiddetto “quartiere Africano di Viserba” – quadrilatero compreso tra
    le vie Milano, Comacchio, Piacenza e Botteghi – dove le strutture “turistiche” Residence Maxime e
    Hotel Corallo si sono trasformate in centri accoglienza migranti.
    Due strutture, dove da oramai 6 anni regna lo sbando, situate a soli 50 metri dal mare, in piena
    zona turistica ed al recentemente pedonalizzato ed inaugurato parco del mare nord. Una zona,
    una volta tranquilla e residenziale, con strutture alberghiere caratteristiche e di pregio, oggi
    completamente abbandonata dall'amministrazione che ha sempre negato ai residenti e
    imprenditori ascolto e sostegno, nonostante i ripetuti esposti presentati, di cui il primo nel 2017 e
    l’ultimo pochi giorni fa; che non sta facendo altro che allontanare i proprietari delle abitazioni, non
    più tranquilli nel viversi la propria casa estiva, i turisti dalle strutture adiacenti, che lamentano il
    disagio, e svalutare gli alberghi vicini.
    Non è più accettabile che residenti e turisti siano costretti a subire dagli “ospiti” delle strutture,
    insulti, minacce, incuria, bivacchi e schiamazzi ad ogni ora del giorno e della notte.
    Troppe le situazioni controverse, di degrado, spaccio, disturbo della quiete pubblica e quant’altro,
    tutte testimoniate dalle foto riportate.
    I viserbesi chiedono venga dato loro ascolto, che venga preso in considerazione il loro diritto a
    vivere in sicurezza, in condizioni igienico sanitarie adeguate e che venga predisposto lo
    spostamento, delle strutture di accoglienza di questo genere, in zone periferiche della città o
    quantomeno che sia prevista una rotazione fra quartieri diversi.
    L’amministrazione non può permettere ai privati di locare queste strutture indisturbatamente,
    soprattutto in piena fascia turistica, senza che le associazioni o gli enti coinvolti e responsabili di
    questi “ospiti”, non esercitino un serio programma di controllo, finalizzato al rispetto delle regole –
    del quieto e civile vivere – ed un serio progetto di integrazione, secondo i nostri costumi, modi e
    abitudini. L’amministrazione, insieme a Prefettura, Questura ed alle associazioni coinvolte devono
    vigilare sul rispetto delle regole e devono disporre un regolamento che non permetta a queste
    strutture, localizzate nelle fasce turistiche della nostra città, di trasformarsi in centri accoglienza
    totalmente allo sbando.

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