Rimini. Gnassi: “Servizi, innovazione e offerta di qualità sono le parole chiave attorno al quale costruire le sfide per il turismo”

Servizi, innovazione e offerta di qualità sono le parole chiave attorno al quale costruire le sfide per il turismo post pandemia. Come abbiamo varie volte ripetuto nei diversi confronti che come sindaci e Anci abbiamo avuto nelle ultime settimane con il ministro Garavaglia, occorre accelerare in particolare sul fronte della riqualificazione del comparto ricettivo. Un passaggio indispensabile per non perdere quote di mercato rispetto ai competitor internazionali e per sostenere concretamente i privati, e non sono pochi, che hanno il coraggio di investire sulla rigenerazione del prodotto turistico. Nonostante le incertezze legate alla pandemia infatti, c’è la voglia e la necessità da parte degli imprenditori del settore di scommettere sul futuro, c’è un fermento stimolato anche dal processo di trasformazione urbanistica che ha intrapreso la città e che sta prendendo forma. Ci stiamo dunque interfacciando col Governo affinché si intervenga ad esempio estendendo il super bonus 110 per cento anche agli alberghi, svincolandolo dai lavori di efficientamento energetico, ma sono molteplici le leve, su più livelli, su cui si può agire. Il Comune di Rimini ha tradotto intenzioni in azioni attraverso il Regolamento Unico Edilizia (RUE), approvato solo pochi giorni fa dal Consiglio Comunale e che introduce incentivi per chi investe nella riqualificazione delle strutture e che promuove la conversione di alberghi dismessi in servizi e dotazioni per il turismo.

 

Ancora non basta: ecco perché occorre che adesso anche la Regione Emilia Romagna riprenda le fila del discorso interrotto già a fine dello scorso anno, accelerando sul pacchetto di misure dedicato alla riqualificazione del prodotto turistico che è stato stralciato dalla Legge regionale sulla promozione e semplificazione della riqualificazione urbana approvata a dicembre. Le azioni specifiche sul comparto ricettivo, stralciate dalla legge con l’impegno di essere riprese in un pacchetto mirato e sostanzioso di interventi. Si parla, tra le altre cose, di favorire l’accorpamento delle strutture ricettive alberghiere e di incentivi per la realizzazione di parcheggi interrati (anche su superfici pubbliche), liberando così spazi urbani oggi occupati dalle auto e aumentando la dotazione di servizi. Il Comune di Rimini ha già fatto da apripista, intervenendo in questa direzione attraverso la variante di aggiornamento al Rue. Occorrono interventi mirati specifici. Occorre comprendere la materia. Il consentire, ad esempio, tali operazioni, laddove esse non siano interventi spot, ma connessi a grandi iniziative di rigenerazione urbana di comparto. Rimini che pedonalizza tutto il suo lungomare, con un innovativo progetto integrato (fogne sotto, dune, verde, palestre sopra) interpreta la necessità di offrire più spazi e più natura. Dare la possibilità di riqualificazione a strutture e alberghi che lo richiedono, nell’ambito di un programma così ampio e forte, è indispensabile e sensato. Ed è all’esatto opposto di una logica speculativa, di interventi spot ‘che favoriscono i privati’ come sostiene qualcuno.

 

Soprattutto in questa fase che con un eufemismo possiamo definire complicata, occorre dare gambe a chi vuole costruire una prospettiva investendo su quello che la nuova domanda richiede: spazi e servizi di qualità. Ecco perché auspico che la Regione s’impegni a sbloccare in tempi rapidi questa serie di interventi: non possiamo permetterci di restare fermi al palo”.