Rimini. I presidenti delle Assemblee Legislative chiedono sostegno per regioni “arancioni”

Gen 25, 2021

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    Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e gli altri presidenti componenti la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome chiedono al più presto un incontro con il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e i rappresentanti dei ministeri competenti per verificare le misure da approntare a sostegno delle attività economiche in territori ricompresi in “zona arancione”. La richiesta è stata messa nero su bianco, in un documento firmato all’unanimità, in occasione della seduta plenaria della Conferenza dei presidenti tenutasi questa mattina a Roma.

    “Ci siamo confrontati- spiega la presidente Petitti- sulla crisi economica dovuta alla pandemia. Se, da una parte, le restrizioni sono necessarie per contenere la diffusione del virus, difendere la salute e non mettere sotto pressione le nostre strutture sanitarie, dall’altra bisogna fare i conti con il disagio di tantissimi settori lavorativi, che sono stati pesantemente penalizzati da questa situazione. Ci sono intere categorie che non lavorano o lavorano a singhiozzo da quasi un anno ed è quindi compito delle Istituzioni approfondire e capire come verranno gestiti i ristori”. Come è stato precisato nel documento, la Petitti spiega che “è emersa la necessità di comprendere in maniera dettagliata lo stato dell’arte dei ristori fin qui erogati, anche nell’ottica di mettere concretamente a disposizione la totale collaborazione dei Consigli regionali nella definizione di prossime misure”.

    “In questi anni– conclude Emma Petitti- la Regione Emilia-Romagna ha messo in atto misure straordinarie, come ad esempio il Patto per il lavoro siglato nel 2015 e rilanciato lo scorso anno, per sostenere la crescita e la buona occupazione nei nostri territori. Non possiamo disperdere questo prezioso patrimonio: il nostro compito, in un momento delicato come quello attuale, è di sostenere con ogni mezzo il nostro tessuto produttivo che ha reso l’Emilia-Romagna una delle Regioni più avanzate d’Europa e che ora, più che mai, ha bisogno di certezze”.