Rimini. Il covid non spegne l’erotismo del burlesque

Dic 23, 2020

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    COMUNICATO STAMPA

    IL COVID NON SPEGNE L’EROTISMO DEL BURLESQUE

    Dopo quasi un anno di stop la riminese Freaky Candy torna ad esibirsi sul palco del Mamì Bistrot

    L’erotismo del burlesque più forte dell’emergenza Covid. Parola di Freaky Candy, sangue romano nelle vene ma da tredici anni residente a Rimini, una delle performer più quotate in Italia nell’arte sensuale del burlesque. 

    Dopo quasi un anno di inattività, con i locali mezzi chiusi e il mondo dello spettacolo “frizzato” dall’emergenza pandemica, nei giorni scorsi Freaky Candy ha rispolverato corpetti, lingerie, pizzi, merletti, reggicalze e l’immancabile boa di struzzo e – seppur senza pubblico – è tornata finalmente ad esibirsi. 

    A farle riprovare l’ebbrezza del palcoscenico è stato il Mamì Bristrot di Rivabella che, per venire incontro agli artisti in difficoltà durante il lockdown, ha messo a disposizione, seppur a porte chiuse, il teatrino del suo locale. 

    “Anche senza pubblico – spiega Freaky Candy – è stato bellissimo tornare a truccarsi e a prepararsi per uno spettacolo. Al Mamì abbiamo registrato le riprese di alcune coreografie che avevamo pronte da tanto tempo ma che, per colpa del covid, non eravamo ancora riuscite a portare in scena. Per noi i video sono molti importanti perché ci consentono di partecipare a festival e concorsi. In questo modo, finalmente dopo tanto tempo, abbiamo del materiale che potremo utilizzare non appena torneremo alla normalità”. 

    Freaky Candy – che si è sempre esibita in giro per il mondo, in particolare in Canada e Stati Uniti – gestisce dal 2015 a Rimini la scuola “Cuore Burlesque”, una realtà molto importante nel settore che, prima del covid, annoverava circa una settantina di allieve tra Rimini, Riccione, Forlì e Pesaro: “In quest’ultimo anno – spiega – abbiamo lavorato prevalentemente in modalità online, dimostrando comunque una grande resilienza. L’emergenza ci ha ulteriormente unite, anche se a noi tutte manca terribilmente il contatto con il pubblico e l’adrenalina che solo uno spettacolo dal vivo può regalarti”. 

    Anche al Mamì Bistrot, tuttavia, non sono mancate le emozioni: “Il locale, davvero bellissimo, si presta particolarmente all’arte del burlesque – prosegue – per altro, Severine, la titolare, è stata una ballerina e dunque, in ogni angolo, si percepisce una cura maniacale dei dettagli. Penso, ad esempio, alla bellezza dei camerini: così grandi ed accoglienti non li avevo visti neppure nei grandi teatri americani”.

    Freaky Candy e le sue ragazze torneranno ancora ad esibirsi al Mamì, anche per riprendere il filo di un discorso artistico brutalmente interrotto dall’epidemia. Il burlesque, infatti, in Romagna vanta tantissime appassionate: “L’allieva tipo? Non esiste uno stereotipo definito – spiega – perché questo è un mondo tradizionalmente molto trasversale ed eterogeneo. In generale, possiamo dire che si approcciano all’arte del burlesque tutte quelle donne che vogliono riscoprire la loro sensualità e che, in un certo senso, vogliono fare pace con il loro corpo, riscoprendo l’autostima e la convinzione nelle loro doti seduttive. Prima del covid avevo anche un allievo maschio e, con ogni probabilità, non sarebbe stato l’unico. Perché il burlesque è un’arte aperta a tutti e, dopo tanti mesi d’inattività, non vediamo l’ora di ricominciare”.

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