RIMINI. “Le aziende devono ripartire”…nota di Marzio Pecci

 

Ci stiamo avvicinando alla stagione estiva, ma sulle iniziative da assumere il comune, provincia e regione brancolano nel buio.

Noi sappiamo che il caldo estivo ridurrà, come è sempre accaduto e come è accaduto l’estate scorsa, la diffusione del virus, ma i nostri amministratori non hanno il coraggio di prendere le decisioni utili e programmare la prossima estate.

Le aziende, in particolare quelle riminesi, hanno assoluto bisogno di riprendere a lavorare; i ristori o gli indennizzi all’italiana non servono assolutamente a nulla.

Le aziende hanno bisogno di immissione di liquidità per ripartire ed elaborare idee per un mercato post pandemico che sarà sicuramente nuovo o comunque diverso da quello passato.

Il comune solleciti la regione ad approvare i protocolli per la riapertura delle attività già a partire dalla settimana dopo Pasqua e favorire la mobilità delle persone in tutta la Regione Emilia Romagna e verso le altre regioni.

Le risorse finanziarie che si invocano serviranno per permettere alle aziende di ripartire e di ristrutturarsi nella gestione con corsi di formazione e soprattutto per lo sviluppo delle reti di impresa.

Le piccole e medie imprese sono il cuore pulsante dell’economia riminese ed hanno bisogno di aiuti che potranno arrivare solo se avranno la capacità di stare insieme per un obiettivo comune, frutto di un programma comune.

Siamo certi che in piena crisi economica solo “l’unione fa la forza”.

La Rimini di oggi è simile, anche se per ragioni diverse, a quella del dopoguerrra, poco sviluppata. Se lo sviluppo di un Paese oggi è dato dalla digitalizzazione, Rimini, nonostante abbia un assessorato che è costato alla comunità riminese oltre € 200.000,00, è sottosviluppato perché non è stato fatto “nulla”.

Renzo Rosso, fondatore di Diesel, dice, con ragione, che con la digitalizzazione si vive meglio e che in tempo di pandemia molti problemi si risolvono prima.

Ora di fronte alla impellente necessità della digitalizzazione la P.A e le imprese devono scegliere se digitalizzare o morire.

Purtroppo la scelta deve essere veloce perché il cambiamento della società attuale sta procedendo a velocità supersonica.

Il sindaco di Rimini deve trovare il coraggio di rimuovere subito tutti gli ostacoli strutturali che frenano la digitalizzazione.Si liberi delle zavorre che si sono sedimentate nell’amministrazione comunale.

Digitalizzare significa sburocratizzare e sburocratizzare significa favorire le attività ed il benessere dei cittadini.

Non dimentichiamo che nel dopoguerra i riminesi, con poca burocrazia, poche regole hanno creato una economia turistica ed industriale con un pil molto alto e perché questo fenomeno si ripeta ora occorre avviare la digitalizzazione delle strutture pubbliche e private.

Occorre poi sviluppare le competenze degli studenti e adeguarle al mondo del lavoro di domani e per questo occorre che il Comune e la Provincia investono risorse nell’Università per creare un legame stretto tra questa e le imprese, magari creando un campus universitario come avviene accade negli Stati Uniti.

Rimini post Covid può riprendersi, ma serve coraggio ed idee.

Intanto si dia il via al piano per il turismo estivo che trovi applicazione già dal lunedi dopo Pasqua.

Purtroppo il teatro Galli, Castel Sismondo, Fellini ed il nuovo lungomare non serviranno a nulla se non si avrà la capacità di pensare al nuovo turismo “safe mobility” e “green” cioè legato all’aria aperta.

La Lega ha idee per ripartire subito ed è disposta a scommettere su un futuro riminese nuovo; la Giunta che governa la città lo faccia subito.

 

avv. Marzio Pecci