Rimini. Marito muore in vacanza, lei accusa malore: dopo 5 anni le arriva da pagare il ticket per la visita

Lug 7, 2021

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    La richiesta di saldare il ticket per un accesso in pronto soccorso a Rimini l’8 agosto 2016 sa veramente di beffa. Quel giorno il marito 78enne della signora – una 82enne – morì di un malore poco prima di cominciare la sua vacanza in Romagna. Quando le diedero la notizia la donna ebbe un mancamento, tanto da convincere i medici del pronto soccorso a visitarla. Quella visita costò 25 euro, un “codice bianco”. Cinque anni dopo l’Ausl ha presentato il conto e la signora ha pagato mentre il figlio, un giornalista, sull’Huffington Post ricorda quel giorno d’estate in cui sua madre ha assistito inerme alla morte del padre e si chiede: “Come può finire in codice bianco una persona che si sente male in ospedale avendo la notizia della morte del marito, in quello stesso momento? Come si può, freddamente, rubricare un evento del genere? Premesso che nessuno le ha chiesto di pagare il ticket in quel preciso momento (chiediamoci un po’ perché) a quasi cinque anni dall’accaduto, le arriva la richiesta del dovuto”. La replica dell’Ausl: “L’elaborazione degli insoluti avviene in forma periodica in seguito ad estrazioni da parte del Sistema Informatico Aziendale il quale non può rilevare eventuali note o indicazioni del personale sanitario in merito agli avvenimenti che hanno portato l’utente ad accedere al pronto soccorso. L’estrazione rileva solamente (e questo anche per motivi di tutela della privacy) il campo ‘condizioni per l’esenzione’ compilato, sull’apposito gestionale di reparto, dal medico di Pronto Soccorso, alla chiusura dell’episodio determinando così la valorizzazione o meno del ticket”. Vista la singolarità del caso, verranno comunque espletati i dovuti approfondimenti con il personale sanitario.

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