Rimini. Marzio Pecci: “Lasciamo il 2020 per guardare all’anno che verrà che dovrà essere l’anno del vero cambiamento culturale riminese”

Dic 28, 2020

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    Lasciamo il 2020 per guardare all’anno che verrà che dovrà essere l’anno del vero cambiamento culturale riminese.

    Rimini ha bisogna di tornare ad immaginare e fare le cose come è stata capace di fare in passato.

    Bisogna ritornare a cercare il senso delle cose, scartare le banalità ed immaginare programmi e progetti per ritornare a crescere.

    La “botta d’orgoglio”, che chiedeva Silvano Cardellini, è di estrema attualità.

    Se le epidemie precedenti hanno portato innovazione, come ad esempio la febbre gialla portò il vapore e la spagnola l’elettricità, il covid19 dovrà portare la digitalizzazione affinché tutti i processi aziendali ed amministrativi siano in grado di rispondere alle esigenze imposte dall’era digitale, dove velocità d’esecuzione ed efficienza rivestono ruoli cruciali.

    In questi cinque anni in consiglio comunale, al di là dell’aspro confronto politico con la Giunta e la maggioranza, abbiamo cercato di dare il nostro contributo esprimendo un’opinione ragionata sui diversi temi: dal turismo alla sanità, passando per l’economia etica oltre all’ambiente fino alla richiesta di digitalizzazione, sburocratizzazione ed innovazione della macchina comunale.

    Inoltre poco tempo fa, abbiamo proposto, in un quadro di riformismo ambientale, “Rimini città dell’ambiente” dove in futuro le biciclette dovranno superare le auto negli spostamenti casa lavoro, casa shopping, casa passeggio e dove per fare ciò non bastano le piste ciclabili.

    Questo però non basterà se non accompagneremo il progetto con l’innovazione tecnologica da portare negli edifici.

    Non possiamo permetterci di perdere tempo nello sviluppare la crescita ed il cambiamento.

    La nostra regione è fragile ed il Covid19 lo ha dimostrato mietendo numerose vittime nel nostro comune.

    La proposta di “Rimini città ambientale” ha destato grande attenzione nei cittadini, ma scarso interesse nei media.

    La pandemia ci obbliga a pensare al futuro in un modo del tutto diverso da come è avvenuto fino ad oggi ed il cambiamento interesserà non solo la mobilità, ma anche il settore dell’urbanistica che disegnare una nuova città.

    Rimini può ancora contare sugli spazi delle periferie per rispondere al nuovo disegno urbanistico, ma occorre farlo in fretta sospendendo, magari, per un momento, i progetti di interventi sugli immobili fatiscenti.

    Purtroppo Rimini è diventata, da qualche anno, la città degli egoismi, del “prendi il reddito e scappa” e per questa ragione non c’è cambiamento.

    Rimini ha duque bisogno di una “botta d’orgoglio” e lo può fare perché con le infrastrutture che possiede può guardare al futuro di città ambientale e innovativa.

    La ricerca, si sa, sta alla base dell’innovazione e per questo pochi giorni fa abbiamo chiamato in causa il Tecnopolo ed ora diciamo che con Uniturim e, quindi con l’Alma Mater, potrebbe diventare il volano per cambiare la città di Rimini.

    Nell’anno che verrà potrebbe essere approvato dal comune, di concerto con Uniturim e Tecnopolo, un progetto per acquisire risorse finanziarie da dedicare ad un bando per attrarre “cervelli” perché mai come ora è necessario attrarre capitale umano qualificato per favorire la ripresa economica del nostro paese.

    Dobbiamo mettere insieme le risorse finanziarie ed umane per progettare e costruire e, dunque, anticipare il futuro.

    Guardando e copiando dai modelli stranieri il bando dovrà prevedere un ingaggio dei “cervelli” per un certo numero di anni riservando loro alloggi e spazi di lavoro oltre all’inserimento dei figli nelle strutture scolastiche comunali e accessi gratuiti agli spazi sportivi.

    Ovviamenti i talenti andranno assistiti in ogni momento di bisogno ed agevolati affinché restino a Rimini il più a lungo possibile.

    Dobbiamo agire immediatamente e chiamare la scienza al nostro servizio.

    La Lega Rimini, anche se ad alcuni sembra un eccesso di intransigenza, e non lo è, è un partito vivace perché è conscio che la grave crisi pandemica ha creato nella “gente” uno stato di ribellione psichica che potrà essere sedato solo dalla realizzazione di progetti che dovranno vederci impegnati nei prossimi mesi.

    Ai cittadini riminesi poco importa sapere chi sarà il candidato sindaco per il 2021, ma importa sapere quali azioni la politica è impegnata a proporre per la ripresa economica e per il benessere.

    Marzio Pecci