Rimini. Maxi sequestro della guarda di finanza per pregiudicato

Apr 29, 2022

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    Nell’ambito di attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di finanza (SCICO) e del Comando Provinciale di Bologna, hanno eseguito un provvedimento di sequestro in materia di prevenzione antimafia, emesso dal locale Tribunale, relativo al patrimonio di Salvatore Randone, 65enne pregiudicato per gravi reati, originario di Misterbianco e residente a Rimini dopo avere fatto base a lungo a Imola.

    Le investigazioni patrimoniali sono state inizialmente delegate dalla Procura della Repubblica di Bologna al locale Nucleo PEF, in ragione della residenza del soggetto. A seguito dell’analitica ricostruzione del profilo soggettivo dell’uomo e delle disponibilità patrimoniali a lui riconducibili, anche per interposta persona, il Tribunale di Bologna, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto, nel mese di agosto del 2021, il sequestro dell’intero patrimonio del proposto, eseguito dai Finanzieri del Nucleo PEF di Bologna.

    Le investigazioni – nell’attuale fase del procedimento di prevenzione, in cui non si è realizzato pienamente il contradittorio con la parte – hanno consentito di evidenziare:

    • da un lato, la ritenuta pericolosità sociale del soggetto che nel periodo di tempo dal 1991 al 2016, è risultato essere sottoposto a indagini per gravissimi reati contro la persona (tentato omicidio), per usura ed estorsione, in un caso anche aggravato dal metodo mafioso, oltre che per reati tributari;

    • dall’altro, la presunta sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del proposto e il complesso societario a loro riconducibile.

    Le indagini svolte dalle unità specializzate del GICO del Nucleo PEF di Bologna e di Catania, hanno consentito di porre in luce come la condizione economico-finanziaria del soggetto e dei suoi congiunti – titolari di un ingente patrimonio immobiliare e societario – risulterebbe essere legata alle condotte illecite dell’uomo.

    Come il Tribunale di Catania ha avuto modo di osservare nel provvedimento di sequestro il soggetto costituisce l’esempio di un imprenditore – attivo principalmente nel settore delle costruzioni e nella lavorazione dei metalli – che ha fondato un percorso di accumulo patrimoniale interamente illecito, basato, in particolare, sulle attività usurarie ed estorsive, oltre che sull’evasione fiscale.

    All’esito delle investigazioni, il Tribunale di Catania, accogliendo la prospettazione della Procura di Catania, ha disposto il sequestro dei seguenti beni intestati all’imprenditore e ai suoi familiari:

    • 70 immobili nelle provincie di Catania e Bologna, tra i quali sono stati sottoposti a sequestro quattro ville a Misterbianco, di cui una con piscina;

    • quote societarie di 10 società operanti in provincia di Catania e Bologna e attive nei settori della costruzione di edifici, mediazione immobiliare, facchinaggio e movimentazione delle merci.

    12 automezzi;

    disponibilità finanziarie (rapporti di conto corrente e polizze pegni) dell’imprenditore, dei suoi famigliari e delle società, per il valore stimato, al momento, di 20 milioni di euro.

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