RIMINI. Nei cantieri italiani quasi 80 infortuni al giorno. Da Rimini la strategia di Ital Tetti per garantire la sicurezza dei lavoratori: “Nel 2020 registrati zero episodi”

Set 25, 2021

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    Quello degli infortuni all’interno dei cantieri edili è un tema di fortissima attualità, che comporta
    costi sia per quanto riguarda la salute dei singoli lavoratori che da un punto di vista economico nei
    confronti delle aziende. In base ai dati INAIL, sono stati 29.104 i casi registrati in tutta Italia, in
    netta riduzione rispetto al passato. Probabilmente la crisi del settore e l’adozione di migliori e più
    efficaci interventi di prevenzione nei cantieri hanno impattato sulla riduzione del fenomeno
    infortunistico. Tuttavia nel nostro Paese continuano a registrarsi una media di quasi 80
    infortuni o incidenti al giorno limitatamente al settore delle costruzioni. Per l’INAIL “quasi il
    60% degli infortuni in occasione di lavoro accade in una regione del Nord Italia, in testa Lombardia,
    Emilia Romagna e Veneto che da sole arrivano al 40% dei casi; le prime regioni del Sud che
    compaiono nella classifica delle più colpite sono la Puglia e la Sicilia (4,7% e 4,5% degli infortuni,
    rispettivamente). Mediamente oltre il 43% degli infortuni in occasione di lavoro avvengono per
    perdita di controllo totale o parziale di una macchina, di un mezzo di trasporto/attrezzatura di
    movimentazione, di un utensile a mano o oggetto (22,6%) e per scivolamento o inciampamento con
    caduta di persona (20,7%)”.
    Sono questi i dati presi in considerazione dalla Cooperativa Ital Tetti di Rimini – specializzata
    nella realizzazione e ristrutturazione di tetti e coperture in legno e nell’intera tipologia di servizi
    relativi al mondo edile – nel rinnovare, ogni anno, un piano per la sicurezza dei propri
    dipendenti.
    “La sicurezza dei nostri dipendenti – spiega l’amministratore delegato Valerio Annicchiarico – si
    sviluppa essenzialmente su due fronti. Il primo è quelle delle dotazioni e delle strumentazioni che
    mettiamo a disposizione dei lavoratori: parliamo di caschi di protezione, cinture di sicurezza,
    imbracature, kit anticaduta, scarpe da lavoro, occhiali protettivi, cuffie per limitare l’impatto di
    rumori forti, guanti, abbigliamento che garantisce un’alta visibilità, etc. Tutto materiale
    all’avanguardia e certificato da appositi enti. Tutti i dispositivi di protezione individuale (Dpi)
    sono inoltre soggetti a manutenzioni periodiche al fine di garantire il corretto funzionamento. Il
    secondo fronte è invece legato alla formazione del nostro personale, chiamato a svolgere
    periodicamente corsi di aggiornamento in materia di sicurezza sui cantieri. Tutta questa serie di
    misure ci ha permesso di chiudere il 2020 con zero infortuni all’interno dei nostri cantieri. La
    guardia resta comunque alta, e anche nel 2021 abbiamo messo in campo in campo risorse e
    conoscenze per potenziare ulteriormente l’aspetto legato alla salvaguardia dei nostri dipendenti. A
    tutto ciò si aggiunge, nell’ultimo periodo, un’attenzione particolare per quanto riguarda i dispositivi
    e le normative sanitarie in materia di prevenzione anti-Covid”. “Non bisogna dimenticare –
    conclude Annicchiarico – che gli infortuni di cui sono purtroppo vittima moltissimi operai in tutta
    Italia hanno ricadute non solo sugli stessi lavoratori, che pagano il prezzo più alto di questo
    fenomeno, ma anche sulle stesse aziende costruttrici, penalizzate così dall’accumularsi dei ritardi
    ma anche dall’inevitabile perdita di reputazione”.

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