Rimini. Nel Pd volano gli stracci sulla candidatura a sindaco. Sadegholvaad: “Alle belle parole non corrispondono i fatti”

Al termine della direzione provinciale del PD, conclusasi ieri sera, mi sento in dovere di esprimere alcune considerazioni personali. Sincere. La prima è questa: anche nel dibattito in direzione, emerge l’intenzione unanime di evitare le primarie e trovare le ragioni dell’unità per le amministrative di Rimini. Bene, benissimo, se non fosse che alle belle parole non corrispondono i fatti da parte di chi quei fatti avrebbe la responsabilità diretta di concretizzarli. E’ dallo scorso 24 febbraio che chiedo al segretario comunale del PD Alberto Vanni Lazzari un incontro anche alla presenza di Emma Petitti per chiarirci su cosa sia bene e più utile per confermare il centrosinistra alla guida di Rimini. Per un motivo o per un altro, questo confronto non è mai stato organizzato. Ed è trascorso un mese abbondante: che non ci sia tutta questa fretta? Perdere tempo a chi conviene? Al PD? A Rimini?

Per il PD, per il centrosinistra, si fa dura, molto dura in questo clima. Il lavoro di anni – 10, 20, 30 per me è lo stesso – rischia di essere buttato all’aria per un ‘non detto’ che ha più il sapore della questione personale.

Ma questo non fa che aumentare la mia determinazione ad andare avanti per la Rimini che non merita di essere ostaggio di queste dinamiche. Andare avanti sulle cose da fare per la città e sulle alleanze che concordano su come fare quelle cose, e non su assetti di potere. Alleanze programmatiche con partiti, civici, movimenti. Stavolta richiedo pubblicamente al segretario comunale di organizzare quel confronto. Se continuerà il silenzio, mi rivolgerò al segretario provinciale e agli organi nazionali. E se è vero che tutti vogliamo bene a Rimini, al partito, ai nostri segretari di circolo, a chi ci vota e anche a chi non ci vota, una soluzione verrà trovata. Ogni altro ritardo rafforzerebbe invece l’idea di una strategia della dilatazione temporale a favore esclusivo di una candidatura che, per alcuni, forse doveva essere l’unica e la sola.

Jamil Sadegholvaad