Rimini. Operazione Iside delle fiamme gialle, tassa di soggiorno: 58 denunciati per il peculato di 240mila euro

I finanzieri del Comando Provinciale di Rimini hanno sequestrato oltre 110.000 euro nei confronti di 8 gestori di strutture alberghiere del litorale, poiché è stato accertato a loro carico l’omesso versamento nelle casse del Comune di significativi importi di imposta di soggiorno, da loro riscossi dai turisti clienti delle loro strutture, nel periodo 2015/2019. In tale arco di tempo la legge vigente, infatti, li inquadrava quali incaricati di pubblico servizio in ordine alla riscossione del particolare tributo locale, che costituisce una parte rilevante delle entrate annuali dei comuni a più alta vocazione turistica, come il capoluogo di questa provincia.L’operazione Iside è stata una complessa prolungata attività ispettiva, contabile erariale e di polizia giudiziaria, condotta per la parte più rilevante dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria e conclusasi di recente con l’esecuzione di otto decreti di sequestro preventivo penale emessi dal GIP presso Tribunale, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che hanno portato appunto a vincolare liquidità per 110.000 euro.In totale sono state 58 le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per il reato di peculato, in quanto è risultato che costoro, quali gestori di strutture alberghiere, dopo aver ricevuto come previsto l’imposta di soggiorno loro versata da parte degli ospiti all’atto del pagamento del corrispettivo per il pernottamento, hanno omesso di provvedere nei termini stabiliti a riversarla al Comune trattenendola per un importo complessivo accertato di circa 240mila euro.In sostanza, sono stati segnalati dai finanzieri all’Autorità giudiziaria,  poiché in spregio della delibera del Consiglio comunale n. 30 del 14/06/2012, che ha approvato il Regolamento dell’imposta di soggiorno nelle strutture alberghiere del territorio riminesi, hanno prima incassato dai clienti la tassa e poi hanno omesso di versarne gran parte all’Ente locale creditore, pur avendo in più casi la disponibilità di sufficienti liquidità per provvedervi – come del resto da ultimo dimostrano i sequestri operati – e nonostante le ripetute formali diffide di pagamento loro notificate dall’Ufficio Tributi del Comune di Rimini. Delle oltre 60 gestioni controllate, altresì, ben 21 sono state verbalizzate, dalle pattuglie del Gruppo della Guardia di finanza di Rimini, per violazioni all’IVA e alle Imposte dirette e 19 sono risultate inadempienti del tutto agli obblighi fiscali, avendo omesso, per alcune annualità d’imposta, la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA.Gli accertamenti dell’operazione Iside, svolti a tutela del Bilancio comunale della Città di Rimini, si inquadrano nell’ambito delle funzioni attribuite alla Guardia di Finanza ai fini della ricerca, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di entrate dell’Unione Europea, dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali. Le oltre 60 ispezioni alle gestioni alberghiere sono scaturite, infatti, dall’analisi di dati ed elementi acquisiti dalle Fiamme Gialle in parte anche avvalendosi della collaborazione dell’Ufficio Tributi comunale, in base agli accordi di cui al Protocollo d’intesa in materia di tributi locali e prestazioni sociali agevolate sottoscritto, tra il Comune di Rimini ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nel febbraio 2019.