Rimini. Per Confcommercio troppa incertezza nei Decreti del governo

Nota del presidente provinciale Gianni Indino che lamenta l’impossibilità di organizzarsi, guardando a scadenze più a lungo termine:

“Un mese di gennaio da trascorrere con la stessa modalità delle feste sarebbe una nuova mazzata sia per il commercio, sia per i pubblici esercizi, ma una mazzata ci sarebbe anche se durante la settimana si restasse in Zona Gialla e in Zona Arancione nei weekend, come già deciso per sabato 9 e domenica 10 gennaio” scrive Indino. E ancora: “Bar e ristoranti vogliono tornare a lavorare, in sicurezza, ma a lavorare. Perché incertezza e sostegni inadeguati li condannano, al pari di quanto accaduto con il comparto dei locali da ballo, la cui riapertura dopo la pandemia è fortemente a rischio. Vogliamo che chiudano per sempre anche bar, pub e ristoranti? La via pare tracciata”.

Confcommercio segnala come i pubblici esercizi si siano adeguati alle disposizioni e ai protocolli, senza che questo, evidentemente, sia servito. Indino, che si dice in imbarazzo a rispondere alle domande degli operatori del settore, spiega come veda ingiustificata la misura di una ulteriore chiusura, a fronte di un numero molto basso di sanzioni elevate a commercianti risultati trasgressori dei protocolli.  “Questi provvedimenti offendono i 300mila pubblici esercizi italiani, chiusi da una politica che ha perso credibilità e capacità di funzionamento, perché evidentemente considerati attività insicure d irresponsabili, nonostante su 8,5 milioni di controlli effettuati sulle attività commerciali da inizio marzo a fine dicembre, ristorazione compresa, solo lo 0,19% ha subito una sanzione, secondo i dati del Ministero degli Interni”.

Infine l’affondo, sul tema ristori: “Se il riferimento deve essere il modello tedesco più volte invocato per giustificare le misure restrittive, i ristori allora ad esso dovrebbero essere ispirati: indennizzo al 75% dei fatturati calcolato sui mesi di novembre e dicembre, riduzione dell’IVA al 5%, tutela degli sfratti, per fare qualche esempio”.