Rimini. Picchiato a morte perché voleva mettere paura ai figli del creditore

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Antonino Di Dato per non far fronte al debito di 7.500 euro contratto con “Ivan il terribile”, avrebbe cercato di intimidirlo chiedendo informazioni sulla sua famiglia, in particolare sulle scuole e su tutte le attività fuori casa frequentate dai figli molto piccoli. Potrebbe essere questa, il condizionale è d’obbligo, la causa scatenante della spedizione punitiva costata la vita, dopo 9 giorni di agonia, al pregiudicato campano già coinvolto in un paio di inchieste sulle infiltrazioni della camorra a Rimini. Ma dove si trova il latitante che dopo aver annunciato l’intenzione di volersi costituire, non è mai sceso dalla scaletta dell’aereo atterrato all’aeroporto Marconi di Bologna dove lo stavano attendendo gli investigatori della Squadra mobile della Questura di Rimini? Molto probabilmente si nasconde ancora in Bosnia Erzegovina, suo paese natale che però non è più “zona franca”: nel 2017, infatti, ha ratificato con l’Italia il trattato internazionale sulle estradizioni.