RIMINI. SAFER PLACES PARCO MARE MIGLIORA LA CITTÀ

NON SOLO SPESA E PROTEGGE DA CAMBIAMENTI CLIMA, C’È ATTENZIONE UE.

Un’opera che “incrementa la qualita’ urbana e ambientale della fascia costiera” ed e’ realizzata con “soluzioni innovative dal punto di vista della protezione e della sicurezza urbana”. Il Parco del Mare di Rimini si merita l’attenzione dell’Unione europea, con uno studio nell’ambito del progetto SaferPlaces che dimostra, sottolineano il sindaco Andrea Gnassi e l’assessore all’Ambiente, Anna Montini, come l’intervento sia “non una spesa ma l’investimento sul quale si fonda sia una maggiore attrattivita’ turistica sia la protezione stessa della citta’ in futuro”.
Come specifica il report, il Parco del Mare punta ad “aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e dell’intera comunita’ e a ridurne la vulnerabilita’, mitigando gli effetti di piogge torrenziali e ingressione marina”. Fa parte delle cosiddette “Soluzioni basate sulla natura che forniscono “benefici ambientali, sociali ed economici, e allo stesso tempo aiutano ad aumentare la resilienza urbana ai cambiamenti climatici”. Cosi’ la citta’ di Rimini e’ stata scelta come caso studio pilota del progetto SaferPlaces, che si propone di fornire servizi climatici per una migliore valutazione dei rischi e dei pericoli di inondazione di tipo pluviale, fluviale e costiero in ambienti urbani. È stata realizzata un’analisi dettagliata del pericolo e dei relativi danni associati a diversi scenari di inondazione; sono state infatti simulate condizioni climatiche attuali con differenti tempi di ritorno e proiezioni future, ed e’ stata valutata l’influenza del Parco del Mare come misura di prevenzione e mitigazione dei danni da inondazione. Il confronto tra i diversi scenari ha permesso di constatare gli effettivi benefici dati dalla presenza dell’opera, nonche’ di trarre preziose informazioni per la progettazione dell’intervento stesso.
Dunque, in conclusione valutando il rapporto costi-benefici del Parco del Mare appare evidente come la mitigazione dei danni economici attesi “superi di gran lunga” l’investimento economico previsto.