Rimini. Scuole chiuse: partono quattro nuovi ricorsi al Tar

Si riaccende la battaglia legale sulla chiusura delle scuole. E stavolta il ricorso, già annunciato, contro la prima ordinanza regionale, la numero 22, che disponde la didattica a distanza dalla primaria alle superiori nella provincia di Bologna, non sarà il solo. Seguiranno i ricorsi al Tar Emilia-Romagna contro le successive ordinanze, che chiudono anche le materne e i nidi a Bologna e Modena e le scuole in Romagna, e al Tar del Lazio contro il Dpcm – il primo del governo Draghi – attualmente in vigore.

Un ricorso al giorno: quattro in tutto. Quello depositato oggi è firmato da 35 genitori, tra cui la cantante jazz Cristina Zavalloni, e sostenuto da un collegio difensivo composto dai legali Milli Virgilio, Carmela Cappello, Laura dal Prà, Marco Sforzi e Annalisa Calvano (che segue il ricorso su Rimini). “Abbiamo deciso di continuare la battaglia legale perché ci rendiamo conto, dalle scelte fatte, che ancora una volta vengono sacrificate le scuole senza una reale motivazione di contesto: in una situazione tragica, come quella attuale, troppo comodo considerare solo una parte – incalza Milli Virgilio – chiudono le scuole, ma senza supportare la decisione con motivazioni tecniche ragionate che convincano della scelta e che guardino tutte le facce della realtà e le attività in corso. Al contrario, noi vediamo la sofferenza dei bambini e dei ragazzi insieme a quella di tutti”.

Un altro punto, tutto giuridico, sollevato nel ricorso è “che questo tipo di provvedimento, di legislazione emergenziale, non è materia regionale. Imporre la didattica a distanza e chiudere la scuola dell’infanzia può farlo solo lo Stato, non rientra nella competenza delle Regioni”. Dicono i legali: “Metteremo in evidenza, su ogni atto, l’illegittimità”.

A gennaio scorso il ricorso contro la chiusura delle superiori, in Dad al 100% sino al 25 gennaio, secondo una ordinanza di Bonaccini, aveva portato alla riapertura di licei e istituti il 18 gennaio, al 50% delle presenza come indicato nel Dpcm.

Il ricorso è supportato da una relazione scientifica di due esperti: Sara Gandini, epidemiologa e biostatistica, direttrice dell’unità “Molecular and Pharmaco-Epidemiology” presso il dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO) e docente dell’European School of Molecular Medicine di Milano (SEMM), e Luca Scorrano, professore ordinario di Biochimica presso il Dipartimento di Biologia dell’università di Padova, dove è stato chiamato per chiara fama nel 2013 dall’Università di Ginevra (Svizzera).

Le conclusioni sono nette: “Mancano nei documenti scientifico-tecnici ulteriori criteri di gravità della condizione epidemiologica, nel paragone tra la situazione attuale e quella osservata durante l’acme della seconda ondata, che possano giustificare una chiusura preventiva e generalizzata degli istituti scolastici di ogni ordine e grado”. Per i due esperti, “le analisi negli allegati di supporto tecnico-scientifico non dimostrano una situazione di aumentata pericolosità a livello di aumento di contagi, diffusione di focolai scolastici, trasmissione secondaria in ambito scolastico, aumentato rischio per individui in età scolare di trasmettere la cd variante inglese rispetto alla popolazione”.

Fonte: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/03/09/news/scuole_chiuse_bologna_partono_nuovi_ricorsi-291299326/