RIMINI. Settimana della legalità al via, Petitti: “Fare sistema fra istituzioni e tra pubblico e privato per generare gli anticorpi contro le mafie”

 

Torna anche nel 2021, in un’edizione esclusivamente online, la Settimana della legalità curata da Regione e Assemblea legislativa con ANCI e UPI Emilia-Romagna. Sette giorni di incontri per parlare di cittadinanza attiva, esperienze e buone pratiche per riconoscere e contrastare le mafie, con ospiti del mondo dell’Università, della magistratura e delle istituzioni. La Settimana della legalità prende il via venerdì 19 marzo (dalle 11 alle 13) con il seminario “La ‘ndrangheta nel nord Italia” organizzato in collaborazione con l’Università di Parma e l’Associazione Cortocircuito. L’evento, rivolto principalmente agli studenti universitari del territorio emiliano-romagnolo, vede la partecipazione di Nando dalla Chiesa (l’incontro è trasmesso in diretta facebook sulla pagina dell’Assemblea e sul sito istituzionale). “Oggi diamo il via alla ‘Settimana della legalità’ e lo facciamo in un momento difficile per la nostra comunità, per via dell’emergenza Covid. La volontà di portare avanti questo importante appuntamento, pur con una edizione interamente on-line, conferma la presenza costante della Regione Emilia-Romagna che in questi anni ha siglato accordi e protocolli per costruire, con le istituzioni locali e nazionali e la società civile, quella rete di prevenzione e controllo indispensabile per essere sempre meno permeabili alla criminalità, più consapevoli e più forti. Vanno in tale direzione anche le numerose attività di educazione alla cittadinanza per gli studenti, che continuano il loro impegno scolastico tramite la didattica a distanza”. Così Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa regionale. “Ricordo, inoltre- sottolinea la presidente-, la campagna di comunicazione promossa da Assemblea legislativa e Giunta, intitolata ‘Non fare finta di niente’, con la quale vogliamo richiamare l’attenzione dei cittadini sul tema della legalità e sulle azioni concrete attivate in tal senso dalle istituzioni regionali per contrastare i fenomeni criminali in tutti i settori e promuovere la cultura della legalità”. L’obiettivo – precisa la presidente – è fornire gli strumenti per far comprendere i fenomeni mafiosi e corruttivi e come le mafie si siano insediate anche in Emilia-Romagna. “Perché il passo successivo a conoscere per capire, è prevenire”. “Sono convinta- conclude Emma Petitti- che facendo sistema a vari livelli istituzionali e tra pubblico e privato, si possano produrre gli ‘anticorpi’, vale a dire quegli strumenti necessari a contrastare efficacemente le mafie e i reati che vengono perpetrati per destabilizzare sistemi sani. È una lotta senza quartiere che ci coinvolge tutti e la nostra determinazione dovrà essere sempre maggiore nei mesi e negli anni a venire”.

 

Emma Petitti