Rimini. Violenta la ex poi lascia lettera nella quale annuncia il suicidio ma cambia idea: ora è a processo

Cinquantottenne accusato di violenza sessuale nei confronti della ex coniuge ha chiesto scusa alla moglie durante il processo. Ma la parte offesa, che si è costituita parte civile e chiede un risarcimento di duecentomila euro, non era presente. L’imputato a suo tempo lasciò una lettera chiedendo perdono alla donna per le volte che l’aveva costretta a stare con lui senza che lei lo volesse. Dovevano essere parole d’addio prima di suicidarsi e invece, visto che l’uomo cambiò idea e non si tolse la vita, sono entrate nel processo come prove della sua colpevolezza. Una vicenda surreale, fatta di violenze alle quali la vittima alla fine decise di non piegarsi più, scappando dalla sorella e denunciando tutto ai carabinieri. Ora l’accusa chiede 9 anni per l’aguzzino.