RIMINI. #WorldWaterDay. Nella “Giornata mondiale dell’acqua”, il punto sulle “case dell’acqua” del Comune. Dal 2011 erogati quasi 17 milioni di litri d’acqua equivalenti a oltre 11 milioni di bottiglie di plastica in meno

A 10 anni dall’installazione della prima “casa dell’acqua” – fatta il 22 marzo del 2011 nel parco Cervi – il totale dei litri di acqua erogati (liscia e gassata) fino al 31 dicembre 2020, è stato di 16.979.393.
Un numero importante a cui si aggiunge quello – solo stimato – di oltre 11 milioni di bottiglie di plastica da un litro e mezzo potenzialmente evitate,  che quindi in questo stesso periodo non sono arrivate nei cassonetti della raccolta differenziata, evitandone lo smaltimento.
Non poteva essere celebrata in un modo migliore la “Giornata mondiale dell’acqua” che,  con i report sui consumi delle casette dell’acqua forniti dalla società Adriatica Acque, che effettua la manutenzione delle casette e dei relativi impianti, si conferma una scelta vincente,  sia in riferimento al servizio, che accontenta un numero sempre più alto di cittadini, sia per l’enorme risparmio di plastica (bottiglie in pet) che ha evitato di intasare il percorso della raccolta di rifiuti urbani.
L’obiettivo, infatti, di questa giornata – istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 – è quello di celebrare l’acqua e richiamare l’attenzione sulla crisi idrica globale, sensibilizzando la popolazione sull’uso ottimale e ambientalmente sostenibile della risorsa. Il valore di una risorsa preziosa – insostituibile – che deve rimanere a beneficio di tutti.
Una valorizzazione che è confermata da questo servizio di promozione della rete idrica che il Comune di Rimini ha realizzato, a partire dal 2011,  in collaborazione con Romagna Acque, Adriatica Acque, Amir ed Hera. Apparentemente un semplice servizio che solo negli ultimi 2 anni ha consentito la distribuzione di 4.515.713 litri d’acqua di cui 2.558.113 nel 2019 e 1.957.618 nel 2020 (dato inferiore all’anno precedente a causa del Covid in quanto la distribuzione è stata interrotta dal 16 marzo al 6 maggio).
Una media di oltre 1000 litri che ogni giorno vengono distribuiti nelle 7 strutture di erogazione dell’acqua pubblica presenti nel territorio comunale, collocate in Parco Cervi (via Roma) , via Lagomaggio, via Montescudo/Via Bidente, via Baroni a Viserba, Parco Rodari a Santa Giustina, via Parigi a Miramare e in via Euterpe. Per ciascuna di loro l’acqua fresca è completamente gratuita, mentre l’acqua gassata ha un costo di soli 5 centesimi al litro. Il costo può essere pagato direttamente con le monete, oppure tramite una tessera ricaricabile che può essere richiesta contattando il numero verde gratuito di Adriatica Acque 800 323800. Gli impianti funzionano come un distributore automatico, l’acqua che esce dalle Sorgenti Urbane proviene direttamente dalla rete acquedottistica locale con applicato un filtro meccanico, ma senza microfiltrazione o addolcitori. Una differenza rispetto all’acqua del rubinetto di casa è rappresentata dalla temperatura (in quanto l’acqua viene resa più fresca grazie al sistema di refrigerazione applicato in loco) e dalle eventuali bollicine per renderla frizzante.
Ricordiamo che l’accesso e l’utilizzo dovranno sempre rispettare le disposizioni necessarie alla tutela della salute pubblica e in particolare il mantenimento delle distanze di sicurezza, il divieto di assembramento, l’utilizzo dell’erogatore ad una persona alla volta con guanti e dispositivi di protezione individuale, oltre al massimo rispetto dell’igiene nel loro impiego.

“Le case dell’acqua, sono interventi che possono apparire minori – precisa Anna Montini, Assessore all’ambiente – ma hanno un grande valore per i cittadini; non solo consentono alle famiglie di risparmiare ma servono anche a valorizzare una delle nostre risorse più importanti e ad evitare tante bottiglie di plastica monouso. Per questo le sorgenti urbane a chilometro zero e anche gli erogatori di acqua installati di recente nelle scuole medie e in tutti gli impianti sportivi annessi, rappresentano un bel passo avanti nella salvaguardia dell’ambiente.”