Riparte la scuola e il pass funziona. L’ok dei presidi: “Un debutto da 9”

Set 14, 2021

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    «Funziona». Ieri mattina migliaia di dirigenti scolastici si sono collegati alla piattaforma per la verifica del possesso del green pass per i professori e quando sulla schermata accanto al nome del dipendente è apparso il bollino verde hanno tirato un sospiro di sollievo. Il primo ostacolo nella lunga maratona per garantire un anno in presenza ad oltre sette milioni di studenti è superato: la possibilità di verificare in automatico il possesso della carta verde per i docenti e di poter monitorare eventuali cambiamenti grazie all’aggiornamento in tempo reale è uno degli elementi di svolta in questo anno scolastico che tutti si augurano proceda senza intoppi in presenza fino all’ultimo giorno di lezione. Si punta molto sul green pass che per ora è obbligatorio per il personale scolastico e per qualsiasi adulto debba entrare a scuola compresi i genitori. Non è escluso però che venga esteso anche ai ragazzi. L’ipotesi è sul tavolo degli esperti del Comitato Tecnico Scientifico da tempo ma si aspetta di valutare l’impatto della riapertura delle scuole per almeno tre settimane. Gli studenti dai 12 anni in poi vaccinati sono molti, più di due milioni, ma un milione e mezzo è scoperto: non ha ancora ricevuto neppure la prima dose. Se si dovessero moltiplicare i focolai nelle scuole l’ipotesi dell’obbligo vaccinale anche per gli over 12 anni potrebbe diventare realtà. Per i più piccoli qualsiasi ipotesi è prematura visto che mancano ancora le autorizzazioni.

    «Ritrovarsi tutti a scuola è una gioia grandissima, perché la scuola è il centro della nostra comunità. Il compito della scuola di quest’anno è farci sentire un Paese», dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che promette chiusure «chirurgiche» se in classe si verifica un caso positivo. In quarantena finiranno soltanto gli alunni di quella classe, non si chiuderà tutta la scuola: «la didattica a distanza conto di averla lasciata alle nostre spalle», assicura Bianchi. Antonello Giannelli che guida l’Associazione nazionale presidi, Anp, promuove il superamento di questa prima prova con «un bel nove» non dieci perché «tutto è perfettibile». Giannelli indica fra le criticità un superlavoro per le segreterie e qualche intoppo soprattutto nella scuola d’infanzia. Chiara Iannarelli, presidente dei genitori di Articolo 26 segnala «scene al limite del surreale» nelle materne dove l’obbligo di green pass per i genitori ha innescato la reazione dei genitori che ne sono privi e non possono accompagnare i bimbi in classe. Per la Iannarelli si rischiano situazioni di discriminazione. Per Antonio Affinita, direttore nazionale del Movimento italiano genitori, le famiglie sono costrette «a fare continue capriole tra orari, norme e protocolli in continuo mutamento. Siamo all’insostenibilità». Ma per i dirigenti scolastici si tratta comunque di casi sporadici.

    La sfida più difficile era quella di non lasciare cattedre scoperte e su questo fronte sembra che il ministro Bianchi sia, quasi, riuscito a vincere la scommessa. «Il ministero era competente per la nomina di circa 60mila supplenti e sono stati coperti – sottolinea Giannelli – Restano quelli di nomina delle scuole, ma il problema è strutturale, non era logico pensare di risolvere tutto ma riconosco il buon risultato raggiunto dal ministero».

    Dalla Flc Cgil sottolineano però che le immissioni in ruolo dei docenti quest’anno corrispondono al 53 per cento dei posti disponibili: in tutto circa 150 mila posti, il 17 per cento del totale è dunque anche quest’anno coperto da precari.


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