Roma caccia alla Conference, all’Olimpico in 65 mila

Mag 4, 2022

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    Torna la Conference e rientrano i big. Il massiccio turn over di domenica contro il Bologna aveva un solo obiettivo: preservare i migliori per la gara di ritorno con il Leicester. L’1-1 dell’andata lascia aperta la qualificazione per entrambe le squadre e per questo Mourinho nel turno di campionato ha voluto far riposare i migliori. “Dovevo dare condizione a chi giocherà giovedì” ha detto lo Special One dopo il pari in campionato. Parole che fanno capire come l’undici titolare sia già delineato nella testa del portoghese. L’unica defezione, infatti, sarà quella di Mkhitaryan. L’armeno ha riportato una lesione al flessore della coscia destra nella gara d’andata e ne avrà per una ventina di giorni. Insomma, se tutto andrà bene potrà giocare la finale del 25 maggio a Tirana, ma nel frattempo saranno i suoi compagni a doversela conquistare sul campo. Per questo dal primo minuto si rivedranno Smalling, Karsdorp, Zalewski, Pellegrini e Abraham.
    L’unico dubbio è in mezzo al campo con Oliveira e Veretout a contendersi una maglia da titolare. Con il Bologna ha giocato il francese complice la squalifica del portoghese, ma la prestazione non è stata di quelle incoraggianti. Contro il Leicester potrebbe toccare nuovamente all’ex Porto che dopo un avvio entusiasmante è retrocesso nelle gerarchie di Mourinho. La sfida di giovedì rappresenta anche una delle ultime occasioni per provare a convincere la Roma a riscattarlo a giugno, ma ciò non toglie che Tiago Pinto potrebbe comunque chiedere uno sconto al Porto sui 13 milioni pattuiti a gennaio per il riscatto. Vincere la Conference potrebbe poi spingere i Friedkin a fare un ulteriore sforzo perché il successo finale varrebbe circa 25 milioni tra incassi dal botteghino, market pool e premi Uefa. A dare una spinta in più contro il Leicester, inoltre, ci sarà anche il pubblico. Il sold out dell’Olimpico non fa quasi più notizia e sugli spalti sono attesi circa 65 mila spettatori, di cui 3400 inglesi. Insomma, gli ingredienti affinché la serata di giovedì si trasformi in una festa ci sono tutti e a Mourinho, anche se con un giorno di ritardo, non viene in mente modo migliore di festeggiare il suo anniversario con la Roma, se non centrando la finale di Conference League. Già, perché era il 4 maggio di un anno fa quando il club giallorosso annunciava a sorpresa l’ingaggio dello Special One. Trecento sessantasei giorni dopo ecco la prima possibilità di giocare per un titolo, un’occasione che nessuno a Trigoria vuole farsi sfuggire. 
       


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