Roma punta sulla sponda cinese per un G20 sull’Afghanistan

Set 7, 2021

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    (di Michele Esposito)

    Dopo l’apertura di Vladimir Putin è alla sponda della Cina che il governo italiano punta per poter organizzare quel G20 straordinario sull’Afghanistan che, per il premier Mario Draghi e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, continua ad essere necessario. L’idea di Draghi e del governo italiano resta quello di mettere in campo il più possibile un approccio multilaterale alla questione. Non è facile ma a Palazzo Chigi  c’è un prudente ottimismo sulla possibilità di organizzare l’incontro. Si tratterebbe, chiaramente, di un vertice in videocall. Che potrebbe tenersi solo dopo l’Assemblea Generale dell’Onu.

    “Stiamo lavorando alla convocazione di un G20 straordinario sull’Afghanistan che cercherà di mettere insieme attorno a un tavolo le più grandi potenze mondiali per decidere insieme come aiutare questo popolo”, ha sottolineato Di Maio dal Pakistan, tappa finale della sua missione nei Paesi limitrofi all’Afghanistan. Ed è un concetto che Draghi potrebbe recapitare a Xi. Da un punto di vista diplomatico il momento resta delicato anche perché, finora, le grandi potenze mondiali si sono mosse in ordine sparso. Ma l’idea dell’Italia è che per evitare una crisi umanitaria in Afghanistan e per far fronte al possibile rischio di un escalation terroristica ci sia bisogno di tutti: dagli Usa alla Russia, dalla Cina ai Paesi dell’Asia Centrale.
    È su questo binario che Di Maio ha impostato la sua missione in Uzbekistan, Tagikistan, Qatar e Pakistan. “Il grande problema ci sarà nei prossimi mesi se non aiuteremo il popolo afghano. La crisi alimentare e la crisi economica potrebbero scatenare flussi migratori significativi ed è per questo che l’Italia ha elaborato un piano per gli afghani e stiamo spingendo in tutti contesti per aiutare ad evitare una crisi umanitaria”, ha spiegato il titolare della Farnesina. Di Maio, dopo aver fatto tappa ad Islamabad, ha visitato in giornata anche la frontiera di Torkham, tra Pakistan e Afghanistan. “Lavoreremo con il Pakistan e con gli altri Paesi confinanti per costruire una strategia comune”, ha insistito. Strategia comune che tra l’Occidente e il nuovo governo Talebano al momento resta lontanissima. E mentre le prossime mosse di Washington appaiono ancora un’incognita, un sì di Pechino al G20 straordinario potrebbe sbloccare, nei prossimi giorni, lo stallo sul vertice voluto dalla presidenza italiana. 
       


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