Salario minimo non per legge. Ha ragione Brunetta … di Sergio Pizzolante

Giu 13, 2022

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    Molti in Italia non sanno leggere la direttiva europea sul salario minimo, non sanno leggere i numeri o non sanno leggere: punto.
    La direttiva va verso il rafforzamento della contrattazione collettiva. Per aumentare i salari minimi. Sacrosanto.
    Perché? Perché nei paesi OCSE la contrattazione collettiva è debole.
    Copre solo il 32% del lavoro.
    Ma in Italia è il contrario.
    La contrattazione copre il 97% del totale.
    Resta fuori poco più del lavoro di assistenza famigliare.
    Quindi?
    Perché allora pur avendo una grande copertura della contrattazione collettiva, abbiamo i salari più bassi?
    Risposta: non per la copertura della contrattazione ma per la debole produttività del lavoro e per la pesantezza( per il costo) dello Stato.
    Quindi?
    Aumentiamo per legge il salario minimo, portandoci dietro uno Stato più pesante ancora
    e senza incidere sulla produttività?
    Annulliamo i pregi ed esaltiamo i difetti?
    Così si alzano i fallimenti e i licenziamenti non i salari.
    E poi, la contrattazione la facciamo nei Talk Show fra la Palombelli e Conte o la Taverna o Floris o dentro la dialettica dei corpi intermedi?
    Fra imprese e lavoro.
    Quello che bisogna fare lo dice bene Brunetta:
    1. estendere a tutti i contratti più diffusi;
    2. Ridurre le tasse, il cuneo fiscale, per rafforzare la contrattazione, il ruolo dei corpi intermedi, sindacati e associazioni datoriali, ridurre il costo dello Stato, alzare il salario netto;
    3. Decontribuzione per salario di produttività per far crescere, di molto, la migliore capacità di produrre;
    4. Politiche per ridurre i costi dell’energia, della casa, degli asili, dei libri ect.
    Più Welfare, meno State. Per capirci.
    Il salario minimo per legge è il contrario: più State, meno Welfare.
    Così distruggiamo le nostre qualità, l’alta copertura della contrattazione, per esaltare i nostri peggiori difetti, lo Stato pesante, la bassa produttività.
    Con in più, drammaticamente, portare il nostro peggiore difetto, il populismo più diffuso in Europa, dentro la battaglia per i salari.
    Chi offre di più?
    Conte, Salvini o Landini?
    Quanto all’ora?
    Che te serve?
    E giù Talk a bizzeffe, con i sorrisini di Floris, il grugno della Gruber, le nuvolette della Palombelli, magari il ritorno di Santoro.
    Per carità!
    Sergio Pizzolante
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