• “Saluto fascista”. Romano La Russa nella bufera, lui si difende: “Falso”

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    Lo scorso lunedì si sono celebrati i funerali di Alberto Stabilini, storico rappresentante della destra a Milano, in passato esponente del Fronte della Gioventù, il settore giovanile del Movimento socialista italiano. Le esequie si sono svolte e Milano e ci ha preso parte anche Romano La Russa, Fratello di Ignazio, che nei giorni scorsi è subentrato a Riccardo De Corato come assessore regionale alla Sicurezza in Lombardia. L’esponente di Fratelli d’Italia è stato chiamato a sostituire il leghista che si è candidato in parlamento. La sua presenza al funerale di Alberto Stabilini non è passata inosservata e sono numerosi i video che sono stati girati durante la celebrazione.

    In uno di questi, Romano La Russa viene ripreso mentre scandisce “presente” per Stabilini, sollevando il braccio destro non teso. Questo ha scatenato le polemiche. La presenza di Romano La Russa al funerale di Alberto Stabilini va ricercata nell’amicizia di lunga data che legava i due, vicini fin dagli anni Settanta quando erano entrambi militanti di destra durante gli Anni di piombo, e da molti anni cognati. Per altro, Romano La Russa e Alberto Stabilini sono stati arrestati il 4 agosto 1974 per i fatti del cosiddetto “giovedì nero” insieme ad altri militanti. A sollevare la polemica contro la presenza di Romano La Russa e il rituale scandito anche dall’assessore, che viene mostrato nei video, è stato Fabio Pizzul, capogruppo del Pd a Palazzo Lombardia: “È un fatto molto grave, non degno di un’istituzione democratica come la Regione Lombardia, pertanto chiediamo all’assessore La Russa di dissociarsi pubblicamente. In caso questo non avvenisse, ci attendiamo che sia il presidente Fontana a censurare il gesto del suo assessore, senza costringerci a depositare in Consiglio una mozione di censura contro La Russa“.

    In risposta a Pizzul è prima intervenuta la sezione milanese di Fratelli d’Italia e poi lo stesso Romano La Russa. Nella nota, il partito spiega che “l’estremo saluto era stato richiesto in vita dal defunto e che Romano era cognato e amico di una vita di Alberto. Quel che preme sottolineare, e che non emerge dal video, è che Romano ha invitato tutti a non fare il saluto romano. Emerge invece con chiarezza che il movimento del braccio di Romano non ha nulla a che fare col saluto fascista“. L’assessore, quindi, spiega: “Chi vuol confondere il rito del presente con il saluto fascista è ignorante, nel senso che ignora una tradizione militare che vige da secoli“. La Russa prosegue spiegando che è stata una precisa volontà di Stabilini quella di passare davanti alla sede della Giovane Italia e che, inoltre, “quando si giura fedeltà alla Repubblica italiana da militare, il giuramento contempla il ‘giuro’ con il saluto a braccio teso. E sono tutti fascisti? No. E lo stesso è il rito del presente“. Quindi, davanti alle polemiche Romano La Russa conclude: “Se Giorgia Meloni mi chiede di fare un passo di lato o indietro non deve neanche finire la frase ma io non mi devo dissociare da nulla perché non ho fatto nulla di illegale. Ho rispettato l’ultimo desiderio di un defunto“.


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