Salvini al raduno di Pontida, kermesse al via con dirigenti e sindaci Lega

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 Il leader della Lega, Matteo Salvini è arrivato a Pontida per il tradizionale raduno del suo partito, che torna nel paesino della Bergamasca dopo uno stop di due edizioni a causa del Covid. Abbracci, baci e selfie per Matteo Salvini che, arrivato a Pontida in jeans e camicia di lino blu, sta salutando le prime file del raduno leghista. Il pratone si sta riempiendo e in prima fila sventolano le bandiere di ‘Lega Salvini premier’ e del leone di Venezia, oltre a un Tricolore al centro, in cima a un’asta che ha più vessilli uno sull’altro. E’ lo scenario, per ora, della manifestazione del partito che è tornata nel comune bergamasco dopo tre anni di assenza. Non mancano bandiere con Alberto da Giussano e quelle della Trinacria e dei Quattro mori, e la tradizionale scritta ‘Pontida 2022’ in verde, che è tra il palco e i manifestanti. Tra gli attivisti, tanti con cappellini blu e gialli con la scritta ‘Credo in Matteo’. Stesso slogan che si legge su un maglietta blu, che ha sul retro la scritta ’25 settembre’. Dopo il breve saluto di Matteo Salvini sul palco, a dare il via all’edizione 2022 di Pontida è stato l’ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi e ora responsabile del dipartimento della Protezione civile della Lega. Seguito da Luca Toccalini che guida il dipartimento dei giovani del partito e poi dal sindaco di Montecatini terme, Luca Baroncini. A introdurre gli ospiti sul palco, la voce dello storico speaker del raduno e deputato uscente, Daniele Belotti.

    “Siete spettacolari, questo è il sorriso del popolo della Lega. Scusate il ritardo ma ci sono ancora chilometri di coda di autobus e macchine che stanno arrivando. Però ora dobbiamo cominciare. Siccome mancavamo da tre anni, su questo prato c’è la voglia di libertà, lotta, lavoro, futuro”. L’ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini salutando i militanti del partito dal palco di Pontida dando inizio al raduno del partito.
    Poi ha ricordato i volontari e militanti leghisti che non ci sono più, anche con il tradizionale omaggio all’albero della vita piantato di lato al palco. E ha detto: “Io penso che sia doveroso ricordare le tante persone che non ci sono e che seguono le nostre battaglie da lassù”.


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