Salvini ci ripensa su Mosca “Se divido, sto coi miei figli”

Mag 29, 2022

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    Dall’alto della sua esperienza parlamentare Osvaldo Napoli, forzista di vecchia data ora passato in Azione di Carlo Calenda, centra il punto. «A scorrere le agenzie, sembra quasi che il capo della Lega abbia più titoli di Zelenski e di Putin». Perché una cosa è certa: l’annuncio di un possibile viaggio di pace a Mosca ha smosso le acque della politica nostrana e provocato una pioggia di reazioni. Certo la cifra delle dichiarazioni oscilla tra stupore, provocazione e battuta. Ma la mossa del numero uno del Carroccio non è passata inosservata.

    «Non ho certezze che ci andrò, ci stiamo lavorando» dice il segretario della Lega a Sabato anch’io su Rai Radio1. Di sicuro il viaggio, se mai si farà, non è destinato a prendere forma nelle prossime ore. La finestra possibile è quella del 2 giugno. «Non vado a Mosca a nome del governo – precisa – vado rappresentando il sentimento della maggioranza degli italiani. Rappresentiamo la voglia di pace. Stasera sono a Roma, poi valuterò, viste le reazioni isteriche soprattutto della sinistra: avere insulti, minacce e attacchi per una missione di pace fa riflettere. Se devo creare divisioni sto con i miei figli». Alle critiche del segretario Pd Letta che parla di iniziative strampalate, il leader del Carroccio replica: «Perché strampalate? Parlare con i governi è una iniziativa strampalata? Non vado mica a giocare a bocce o a vedere il Milan. Si parla con i governi e le istituzioni. È mio dovere fare di tutto per cercare di dare un contributo per una pace giusta, usando l’arma più forte: la diplomazia». Nessun problema o ostacolo anche nel recarsi a Kiev. «Ne sarei felice e sono in contatto con diversi esponenti ucraini, dopo averne ripetutamente incontrato anche ambasciatore e console: sono stato il primo leader italiano ad andare di persona sul confine tra Polonia e Ucraina» spiega. «Allo scoppio della guerra e nei mesi a seguire abbiamo approvato e sostenuto ogni aiuto possibile al popolo ucraino aggredito. Entrati nel quarto mese di guerra, e dopo almeno 30.000 vittime su entrambi i fronti, pensiamo che il prolungarsi del conflitto avrebbe costi enormi» dice ancora il leader del Carroccio a La Stampa. «Un grande padre della nostra Costituzione, Giorgio La Pira, nel momento più critico della guerra fredda, ebbe il coraggio di andare a Mosca per parlare di pace. Di pace parla da sempre Papa Francesco, il ritorno al dialogo lo chiede ormai la grande maggioranza degli italiani, certo per me sarebbe più comodo stare in famiglia» conclude.

    Di certo Salvini a questo viaggio crede davvero, nonostante i dubbi se non il fastidio che circolano all’interno del governo Draghi. Il suo consigliere diplomatico Antonio Capuano ha avviato i contatti. E se davvero si riuscisse a chiudere il cerchio il leader della Lega potrebbe partire per Istanbul per poi dirigersi verso Mosca per una missione di 48 ore. Al momento però la quadra non c’è.

    «Salvini a Mosca? Con Putin ci parla Draghi» dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Serve prudenza, la guerra non è tema da tour estivo». «Non commento ipotesi di viaggi anche abbastanza improbabili» aggiunge il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. «Non è con il folklore che si affrontano queste situazioni» dice Enrico Letta. E il senatore Pd Andrea Marcucci alza il livello della polemica: «Salvini non faccia rimpatriate tra vecchi amici in Russia. Abbia a cuore la credibilità internazionale dell’Italia». Dentro il centrodestra è Giorgia Meloni, parlando al Forum in Masseria di Bruno Vespa, a commentare l’ipotesi. »Immagino che se Salvini andrà in Russia, ne parlerà col Governo di cui fa parte. Noi però abbiamo bisogno di una postura solida e che non ci siano crepe nell’Occidente».


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