• San Marino. Maxi sequestro di anabolizzanti tra Rimini e San Marino: emergono nuovi dettagli

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    Importante sequestro, per un valore complessivo di due milioni di euro, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura di Rimini e condotta dai carabinieri del Nas insieme alla gendarmeria di San Marino.

    L’operazione, condotta in varie regioni italiane, ha portato a un arresto e dieci indagati. Undici le perquisizioni, una anche in provincia di Pesaro Urbino. Coinvolti anche i territori di Rimini, Roma, Asti, Vicenza, Monza Brianza, Verbano-Cusio Ossola e Genova.

    L’arresto è avvenuto a San Marino. In manette un 36enne, M. G. le sue iniziali, per l’ipotesi di reato di attentato alla salute pubblica mediante la fabbricazione, corruzione, adulterazione, messa in circolazione di sostanze alimentari o medicinali. Questo nel suo magazzino sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di nandrolone, steroidi anabolizzanti, testosterone, ormone della crescita e altre sostanze anabolizzanti. Di oltre milioni di euro il valore totale. Sequestrati anche 300mila euro in contanti, ritenuti il profitto della vendita di tali sostanze.

    Oltre al sammarinese, nel registro degli indagati, la Procura ha iscritto i nomi di altre sedici persone, di cui cinque (tra i 22 e i 55 anni) residenti in provincia di Rimini. Il resto vive a, Roma, Pesaro-Urbino, Asti, Vicenza, Monza-Brianza, Verbano-Cusio-Ossola e Genova. Tra di loro appassionati di fitness e bodybuilding, ma anche gestori di palestre. Nella nostra provincia, le indagini dei Nas si sono focalizzate in particolar modo su una palestra di Cattolica, gestita da un 56enne residente nel pesarese. Anche lui, secondo la ricostruzione, si sarebbe avvalso dei servizi offerti dal commerciante sammarinese, ricevendo in diverse occasioni forniture di prodotti dopanti. I militari del comando Tutela della Salute stanno cercando di verificare se le sostanze fossero solamente per uso personale o se venissero poi smerciate e rivendute anche ai clienti della palestra. Le perquisizioni condotte dai militari, sia nella sua abitazione che in palestra, hanno dato esito negativo. In altri cinque casi, invece, i controlli hanno permesso di ritrovare sostanze anabolizzanti e steroidi.

     

     

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