• Sangiuliano, tanti imprenditori disponibili per Villa Verdi

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    Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, appena insediato aveva detto che avrebbe preso in mano il dossier ‘Villa Verdi’ di Sant’Agata di Villanova d’Arda, nel Piacentino, la residenza nella quale abitò il grande compositore Giuseppe Verdi per circa cinquant’anni, messa all’asta per questioni ereditarie e che dal primo novembre ha chiuso i battenti come museo. Intenzione ribadita anche la settimana scorsa, nell’emiciclo di Montecitorio, quando ha annunciato che sarà lo Stato a salvarla dalla dispersione e dal degrado. E questa mattina il titolare della Cultura si è recato di persona nella casa del musicista, assicurando che “per Villa Verdi ci sono già tanti imprenditori del made in Italy disponibili a intervenire”. “Verdi appartiene alla memoria condivisa degli italiani – ha aggiunto il ministro, guidato nella visita al parco e nelle stanze del complesso storico da uno degli eredi, Angiolo Carrara Verdi – ed è un elemento fondante della nostra identità nazionale. Sono qui per sottolineare che il governo è molto attento al destino di questa villa, di questo museo, perché Verdi è alle fondamenta della nostra nazione, è un patrimonio di tutti gli italiani. Non è soltanto un grande compositore, per quella che è stata la sua biografia, per come è stato un protagonista del Risorgimento credo sia doveroso prestare la massima attenzione”. Dopo la battaglia legale tra gli eredi, ora bisognerà attendere che venga nominato un custode giudiziario e poi faccia capire quali saranno le modalità di vendita. Chi la occupa attualmente e gestisce anche la piccola ma visitatissima struttura museale, cioè Angiolo Carrara Verdi, discendente diretto del Cigno di Busseto, è stato ‘sfrattato’ per decisione della giustizia civile che ha messo fine ad una battaglia legale, tra fratelli, durata 20 anni. La Corte di Cassazione ha infatti deciso che l’eredità di Alberto Carrara Verdi, scomparso nel 2001, deve essere divisa tra i figli in parti uguali (Maria Mercedes, Ludovica, Angiolo ed Emanuela, quest’ultima deceduta nel 2020). Ma siccome nessuno dei tre è in grado di rilevare le quote dell’altro, la casa-museo è stata messa in vendita. Questa mattina, insieme al ministro, c’era anche l’assessore emiliano romagnolo alla Cultura, Mauro Felicori, che ha ringraziato Sangiuliano per il sopralluogo effettuato in tempi davvero rapidi. “La posizione del ministro coincide con ciò che la Regione ha manifestato ormai mesi fa. Ribadiamo che siamo pronti a farci carico di ciò che ci compete, per esempio garantendo l’apertura al pubblico di questo straordinario rifugio dove il Maestro coltivava la sua arte – ha detto Felicori -. Ora occorrerà intervenire quanto prima per tutelare l’intero complesso”.


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