Sant’Anna: grandi e piccole aziende in campo contro il carovita

Lug 28, 2022

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Da grandi a piccole, sono numerose le aziende italiane intervenute, come l’Acqua Sant’Anna, per aiutare i propri dipendenti a fronteggiare il caro vita. Da nord a sud della penisola, ecco come stanno agendo, elargendo bonus speciali o premi in busta paga.
La Labomar, società della nutraceutica di Istrana in provincia di Treviso con circa 300 addetti, quotata sul mercato Euronext Growth di Borsa Italiana, a maggio ha dato un bonus di 700 euro ai dipendenti con almeno sei mesi di anzianità, allo scopo di aiutare le loro famiglie “ad affrontare i rincari degli ultimi mesi che incidono in maniera sempre più rilevante sulle spese di casa e per i carburanti”. Un premio straordinario di mille euro lordi a ciascuno dei propri collaboratori in Italia è quanto ha deciso, sempre a maggio, la bergamasca Brembo, leader del settore nello sviluppo e nella produzione di impianti frenanti per veicoli, per “dare un segnale” in un “contesto macroeconomico italiano in cui il carovita è aumentato significativamente”. Anche RadiciGroup ha stanziato oltre 2 milioni di euro per erogare un contributo di 1.000 euro lordi quale premio una tantum ai circa 1.500 addetti delle sedi italiane (compresi i lavoratori interinali), come “sostegno per fronteggiare l’aumento dei costi energetici e i rincari del costo della vita”.
Come già era avvenuto durante il primo lockdown con un contributo settimanale di 150 euro ai dipendenti con figli, Atlante, azienda di Casalecchio di Reno (Bologna) attiva nel settore della grande distribuzione alimentare in Italia e all’estero, alla fine di giugno ha destinato un ‘bonus anti-inflazione’ di 458 euro per ognuno dei suoi 90 dipendenti.

A tutti i lavoratori dello stabilimento Petronas di Villastellone, “per aver garantito la continuità produttiva durante i mesi più difficili delle ondate covid”, ad aprile è arrivato un “Bonus pandemia”. Oltre al premio di risultato pari a quasi 1.350 euro, ogni lavoratore ha ricevuto un extra bonus di 400 euro. A marzo i quindici dipendenti della Fontana e C srl, dell’imprenditore vailatese Giorgio Fontana, ditta storica del territorio, specializzata in tinteggiature e verniciature industriali e civili, si sono ritrovati in busta paga duecento euro in più “per far fronte al caro-bollette”. Un aiuto “concreto” alle famiglie di coloro che ogni giorno si danno da fare in fabbrica, è arrivato anche dalla Comisa Spa di Pisogne in provincia di Brescia, azienda specializzata nel settore idrotermosanitario, che ha destinato 100 mila euro ad un ‘bonus’ speciale per i circa 150 dipendenti, che si sono trovati 500 euro in più nella busta paga del mese di maggio. Anche ai dipendenti della Gf-Elti di Sovere, la storica azienda bergamasca che produce ed esporta forni di riscaldo, è arrivato un bonus di 500 euro “per far fronte alla crescita dell’inflazione, del costo dei carburanti e delle energie, dei prezzi dei generi alimentari, alla luce degli aumenti dell’ultimo periodo’.  


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