Santori usa i bimbi per il voto: ora lancia il “nascondino gigante”

Set 24, 2021

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    Non nutro antipatia per il “cittadino atipico, sardina di terra e apprendista politico” che risponde al nome di Mattia Santori. È giovane, ha tanti di quei capelli da fare invidia, difende idee sue e lo fa liberamente. Nulla da eccepire. Però questa sua campagna elettorale a Bologna da “indipendente nel Pd” (che poi, ma che vuol dire?) ci sta regalando perle inimmaginabili.

    Mattia-il-candidato vuol “presidiare la politica da dentro le istituzioni”, spera di riformare “il bilancio partecipativo” della città, desidera “migliorare la case di quartiere” ed è convinto di combattere “l’antipolitica con più politica”. Insomma: il leader delle Sardine è questo qui. Con l’aggiunta di un sogno nel cassetto: quello di vedere a Bologna la costruzione del primo stadio del frisbee. Legittima aspirazione, che ha naturalmente strappato risatine e generato duraturi sberleffi.

    Tuttavia, sarebbe stato difficile immaginare che l’avventura piddina del pesciolino sarebbe andata pure peggio. S’intenda: ognuno è libero di “chiudersi” fino al voto in un eremo che accoglie migranti. Nessuno può impedirti di criticare “un’emittente privata come Dazn” perché sceglie gli orari delle partite e finisce col creare code infinite nella zona dello stadio dall’Ara. Scagli la prima pietra chi non si è candidato almeno una volta nel partito che solo pochi mesi prima aveva definito un “marchio tossico”. Se poi vuoi inimicarti mezza città ideando una tassa sul parcheggio della seconda auto per i residenti, sei liberissimo di suicidarti politicamente. Va tutto bene. Però chiudere la campagna elettorale con un nascondino gigante sembra oggettivamente troppo anche per chi s’è inventato una piazza di sardine in salsa antileghista.

    Perché usare i bambini per la propria campagna elettorale non è né carino né giusto. Detto da chi coi ragazzi c’è stato, quando si fa una scelta di campo di questo tipo, sarebbe sempre opportuno lasciare fuori le giovani leve. Portarli in piazza, anche solo per gioco, suona stonato. E non veniteci a dire che “i bambini non votano”, perché le mamme e i papà sì. E al maxi nascondino santoriano, ça va sans dire, i pargoli sono invitati a presentarsi “con un genitore”. Vi ricordate le proteste della sinistra quando Salvini a Pontida portò una bambina di Bibbiano sul palco? Oppure quando organizzò un comizio dal paesino emiliano dello scandalo affidi? Santori disse che quelle erano “famiglie strumentalizzate”. Ecco: il nascondino non ci va molto distante, visto che a organizzarlo sono due candidati Pd. Un vecchio saggio suggeriva: “Chi fa l’educatore coi bambini, non può avere tessere di partito”. Forse esagerava, perché impegnarsi per la città è cosa buona. Ma da qui a “coinvolgere” i giovanissimi in campagna elettorale ce ne passa. La politica non è un gioco.


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