“Sanzioni al patriarca Kirill? L’Ue non può scomunicare nessuno”

Mag 12, 2022

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    L’ex presidente del Senato, Marcello Pera, si sofferma sulla guerra in Ucraina e, in particolare, sulla notizia che l’Unione europea, nel nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, dovrebbe colpire anche il patriarca ortodosso Kirill. ”L’Europa non può più scomunicare nessuno – commenta lapidario – perché si è scomunicata da sé sola”.

    Il patriarca verrebbe sanzionato perché ritenuto “responsabile del sostegno o dell’attuazione di azioni o politiche che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, nonché la stabilità e la sicurezza in Ucraina”. Ma c’è chi pensa che una scelta simile sia sbagliata e controproducente.

    Vicino al pensiero di Papa Ratzinger (con cui ha scritto un libro, “Senza radici”), Pera sottolinea a gran voce che ”il moralismo attuale dell’Unione Europea sarebbe stato meglio diretto se avesse riconosciuto la fede cristiana fra le sue radici, si fosse speso contro la secolarizzazione dell’Europa, e non avesse lasciato la bandiera del cristianesimo in mano a Kirill e Putin, che se ne servono per i loro scopi”. La critica, fortissima, è a quell’Europa che nella sua costituzione, redatta nel 2003, non trovo alcuno spazio per le radici cristiane e l’eredità greco-romana.

    Pera torna a sottolineare quell’errore, strategico e di visione, ma oggi, guardando a ciò che sta accadendo tra Russia e Ucraina, si dice scettico nei confronti delle sanzioni al patriarca di Mosca. Nel dirlo non rispamia critiche alla commistione religiosa e politica di certe chiese: ”Dal mio punto di vista cristiano, le chiese nazionali non sono propriamente chiese, ma istituzioni religiose a sostegno e in simbiosi con questo o quel regime politico”.

    Duro anche il giudizio sul patriarca Kirill: “È parte del sistema Putin e moralmente responsabile del sostegno che egli dà alle azioni di Putin. È un oligarca travestito da sacerdote. E però, è Putin, non Kirill, che ha deciso di invadere l’Ucraina”.

    Secondo Marcello Pera mettere il patriarca e Putin ”sullo stesso piano di responsabilità significa trasformare una guerra di conquista in una guerra di religione. Non ce n’è bisogno e aggrava la situazione”.


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