• Sbarcati, ma non in Francia. Ma sulla mossa di Macron nessuna polemica

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    I 230 migranti a bordo di Ocean Viking sono sbarcati, come previsto, nelle scorse ore a Tolone. Ma non sono ancora formalmente in Francia. La questione non è di poco conto. Né tanto meno ha a che fare soltanto con cavilli burocratici. Al contrario, potrebbe essere alla base di una nuova polemica politica.

    Dove sono sbarcati i migranti

    Intervenuto in conferenza stampa, il prefetto di Tolone Eence Richard ha spiegato i dettagli dell’approdo della Ocean Viking. “Come previsto – ha dichiarato – La nave è attraccata intorno alle 8:50 e le persone hanno iniziato a scendere”.

    Ad aspettarle un cordone di Polizia per i controlli del caso e il trasferimento lontano dal porto di Tolone. Ma è qui che la procedura scelta dalle autorità francesi ha differito con quella solitamente adottata in Italia. Nel nostro Paese infatti, i migranti sbarcati vengono portati nel più vicino centro di accoglienza o in quello che ha dato immediata disponibilità.

    Successivamente inizia la trafila per accertamenti, identificazioni ed eventuali spostamenti verso strutture per richiedenti asilo. Ad ogni modo però, subito dopo l’approdo, si è già in territorio italiano. In Francia hanno scelto un’altra strada.

    Così come spiegato dal ministro dell’Interno francese, Gerard Darmanin, i migranti sbarcati sono stati portati in una “zona di attesa internazionale”. Una località cioè dove ancora formalmente le persone arrivate in porto non sono considerate in territorio francese.

    Un vero e proprio limbo. Sul sito del ministero dell’Interno francese, è spiegato come una zona di attesa internazionale è un luogo “dove lo straniero può essere collocato in attesa dell’arrivo alla frontiera”.

    La procedura per la permanenza in sala d’attesa è legalmente inquadrata e limitata nel tempo, 26 giorni massimo – si legge ancora – Durante tutta la procedura, i diritti sono garantiti allo straniero. All’uscita dalla sala d’attesa, lo straniero deve lasciare la Francia oppure è autorizzato ad entrare temporaneamente in Francia”.

    Nel caso specifico, i migranti sbarcati da Ocean Viking sono stati fatti salire su dei pullman e portati in una località balneare della penisola di Giens, all’interno del comune di Hyères. Si tratta di una località alle porte di Tolone.

    Qui i sopravvissuti non potranno lasciare la zona dove verranno collocati – ha aggiunto Darmanin- e quindi non saranno tecnicamente sul suolo francese”. La stampa, hanno fatto notare media locali, non ha avuto accesso al luogo dove i migranti sono stati dirottati.

    Due pesi e due misure

    A Hyères le persone sbarcate da Ocean Viking dovrebbero rimanere almeno venti giorni, durante i quali saranno soggette a frequenti controlli sanitari. I migranti saranno poi identificati e verrà vagliata la loro posizione. Chi potrà chiedere asilo verrà introdotto in Francia, diversamente invece scatterà il rimpatrio.

    Una soluzione quest’ultima già abbondantemente vagliata dalle autorità transalpine. Eric Jalon, direttore generale del dipartimento immigrazione del ministero dell’Interno, ha spiegato alla stampa che sono stati già presi contatti con alcuni Paesi di origine dei migranti sbarcati per facilitare gli espatri.

    In poche parole, la Francia sta facendo quello che ha provato a fare spesso l’Italia quando si parla di migranti arrivati tramite navi Ong. Aspettare fuori dal territorio nazionale, in attesa di capire la situazione dei possibili richiedenti asilo e attendere eventuali accordi sulla redistribuzione. Questo perché, in caso di sbarco, ad ogni modo l’onere dell’accoglienza spetta al Paese di primo approdo secondo il regolamento di Dublino.

    Un onere che la Francia non ha voluto prendere. Ma questo non sta impedendo a Parigi di recitare la parte di chi sa accogliere e di chi si sostituisce agli italiani, con Roma accusata dall’Eliseo di aver tenuto “comportamenti disumani”. Due pesi e due misure: se sono i francesi a confinare i migranti in una località senza far oltrepassare loro la frontiera, evidentemente la mossa è legittima. Se invece è l’Italia, il nostro Paese rischia di essere bersagliato.


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